Sciopero al Marco Polo Il prefetto stoppa Marchi
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fonte:
- Il Gazzettino
Lo “sciopero” del presidente Enrico Marchi è finito ieri pomeriggio, niente più disagi per i passeggeri del terzo aeroporto intercontinentale italiano. Lo ha assicurato Paolo Simioni, l’ amministratore delegato di Save la società di gestione dell’ aeroporto Marco Polo di Tessera, al prefetto Domenico Cuttaia. Il giorno prima il direttore dell’ Enac di Venezia, Valerio Bonato, aveva inviato una comunicazione a Marchi annunciando l’ accensione del procedimento di revoca della Convenzione senza la quale Save non potrebbe più operare; e l’ Enac nazionale ha aperto una verifica d’ urgenza. Enrico Marchi, presidente dello scalo veneziano, aveva annunciato già la settimana scorsa che non avrebbe investito più un solo centesimo, a parte i soldi per la sicurezza, fino a che lo Stato non firmerà il rinnovo del Contratto di programma; accordo che consente anche di aumentare le tariffe, e che Save attende da ben 11 anni. Martedì, a fronte di punte di traffico, servivano più guardie per i varchi di sicurezza e invece l’ organico è rimasto invariato: dodici voli sono partiti con una media di venti minuti di ritardo, i passeggeri sono stati costretti a code lunghissime, e alcuni di loro hanno perso l’ imbarco. «È un comportamento abnorme e ridicolo» aveva detto Enrico Marchi commentando l’ iniziativa di Enac: «Enac non può fare assolutamente nulla, non abbiamo mancato a nessuna regola o convenzione». Il prefetto ieri, assieme a questore e vicedirigente della Polizia di frontiera, è stato di parere diverso ma al contempo il dottor Cuttaia si è impegnato ad intervenire sul Governo «affinché vengano individuate le possibili soluzioni per superare la situazione di stallo concernente la mancata sottoscrizione del Contratto di programma». Lo aveva già detto il giorno prima Valerio Bonato: «Fermo restando che Save ha ragioni da vendere, ciò su cui non concordo è che per questa situazione ne abbiano da pagare i passeggeri». E ieri ha aggiunto: «Semplicemente si era pensato che in aeroporto l’ uno, cioè l’ obiettivo primario, non fosse il passeggero. Ripristinate le priorità ora si può procedere». Mentre in Prefettura si discuteva, fuori i consumatori e i loro movimenti si agitavano: Franco Conte del Codacons ha diffidato Save, Lorenzo Miozzi del Movimento Consumatori ha parlato di «una figuraccia per Venezia e per l’ Italia intera», Carlo Garofolini dell’ Adico sta raccogliendo «le decine di segnalazioni che abbiamo ricevuto» e studiando con l’ ufficio legale la possibilità di chiedere il risarcimento danni. Anche dalla politica sono arrivate prese di posizione: Antonio de Poli, deputato Udc, ha chiesto al ministero dei Trasporti di «mettere fine all’ annosa vicenda dell’ Accordo di programma» mentre Andrea Martella, parlamentare del Pd, ha scritto un’ interrogazione al ministro Corrado Passera perché «non è accettabile che la situazione di stallo venga fatta pagare all’ utenza». Il segretario provinciale del Pd, Michele Mognato, infine ha ricordato a Marchi che «l’ aeroporto Marco Polo è un bene comune».
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