Emilia, la terra trema ancora: scossa del 3,7
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fonte:
- il Salvagente
Il Cdm dichiara lo stato d’ emergenza e decide le misure a sostegno dei terremotati.
Giulia Nitti Non si placa lo sciame sismico che sta colpendo l’ Emila. ”Una scossa di terremoto è stata avvertita dalla popolazione in provincia di Modena. Le località prossime all’ epicentro sono San Felice sul Panaro, Finale Emilia e Medolla. Secondo i rilievi registrati dall’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’ evento sismico è stato registrato alle 08,51 con magnitudo 3,7. Sono in corso le verifiche da parte della Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile. Ma decine di scosse sono proseguite per tutta la notte, anche se di minore intensità, tutte comprese tra 2,2 e 2,7 di magnitudo. Il Cdm proclama lo stato d’ emergenza Il Consiglio dei ministri dichiara lo stato d’ emergenza e decide le prime misure per le aree dell’ Emilia colpite dal terremoto. Subito a disposizione delle zone terremotate ci saranno 50 milioni di euro del Fondo per la Protezione Civile, appositamente rifinanziato. Il premier Mario Monti ha quindi annunciato l’ intenzione di rinviare il pagamento dell’ Imu sugli immobili e gli stabilimenti industriali che saranno dichiarati inagibili. Nel comunicato finale del Consiglio dei ministri, si precisa che entrambe le misure saranno operative nel momento in cui le Regioni, con l’ ausilio delle autorità locali, avranno terminato il censimento delle effettive necessità, e ciò al fine di stabilire la necessaria copertura finanziaria. Sull’ aumento delle accise regionali sulla benzina – che stamattina il sottosegretario Catricalà aveva smentito – la nota diffusa dal Cdm chiarisce che “non è stato necessario procedere”. Dichiarato lo stato d’ emergenza Lo stato di emergenza dichiarato dal Cdm è stato deliberato per i territori delle province di Bologna, Modena, Ferrara e Mantova, fissandone la durata a 60 giorni e attribuendo la competenza a coordinare gli interventi al Capo del dipartimento della Protezione civile. Nella fase successiva allo stato di emergenza, il coordinamento spetterà alle Regioni Emilia-Romagna e Lombardia, ciascuna per i territori di propria competenza. Catricalà smentisce l’ aumento delle accise In visita questa mattina alle tendopoli di Finale Emilia, Monti aveva annunciato “la possibilità di sospendere i pagamenti fiscali” per i cittadini colpiti dal sisma e di trovare coperture adeguate per interventi immediati. Mentre il presidente del Consiglio visitava le zone terremotate, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà ha smentito le voci che davano per imminente un nuovo aumento della benzina. “Non aumenteremo le accise per finanziare gli interventi sulle zone colpite dal terremoto”: ha detto in audizione alla Camera. Il decreto di riforma della Protezione civile, varato appena qualche settimana fa dall’ esecutivo, prevede infatti che in caso di esaurimento del fondo di emergenza sia proprio l’ aumento della tassa sui carburanti a finanziare gli interventi straordinari. “Prima i tagli lineari” Catricalà ha però spiegato che si tratta solo di un’ ultimissima ratio e che in caso di esaurimento del fondo nazionale della Protezione civile la legge prevede che questo venga rimpinguato in prima battuta operando tagli lineari su numerosi capitoli di spesa (“si tratta di 200 pagine di capitoli di spesa”, ha sottolineato il sottosegretario per dare un’ idea delle dimesioni dell’ intervento). Solo dopo, “se c’ è un ulteriore necessità di rimpinguare il fondo”, si procede eventualemente al ritocco delle accise. Per finanziare gli interventi di assistenza e la successiva ricostruzione, “toccheremo i bilanci di tutte le amministrazioni pubbliche con tagli lineari senza dover andare in Parlamento”, ha aggiunto. Il sottosegretario, riferendosi poi alle polemiche sulla necessità per le popolazioni – prevista dal decreto sulla Protezione Civile – di assicurarsi contro i terremoti, ha aggiunto che il decreto prevede la possibilità di assicurazione e non l’ obbligo. Congelamento dell’ Imu, ma la misura non sarà a costo zero Per i Comuni colpiti Catricalà ha anche annunciato che il governo sta pensando a un rinvio dell’ Imu e a un congelamento del patto di stabilità, ma tutte queste misure, ha chiarito, “non saranno a costo zero”. Il Codancons: aumentate le tasse su fumo e alcol “Pieno sostegno ai cittadini colpiti dal terremoto dei giorni scorsi ma netta opposizione ad un aumento su scala nazionale delle accise sulla benzina fino a 5 centesimi di euro al litro, allo scopo di reintegrare il Fondo per le calamità”: è la presa di posizione del Codacons.”Lo Stato i fondi per aiutare le popolazioni colpite dal sisma li ha, e se non li ha deve provvedere a trovarli non attraverso una tassazione indiscriminata dei beni di prima necessità come la benzina, bensì tassando vizi e dipendenze, ad esempio incrementando l’ imposizione fiscale su prodotti da fumo e alcolici”: spiega il presidente dell’ associazione dei consumatori Carlo Rienzi. “La sola ipotesi di un ulteriore aumento delle accise sui carburanti è una follia, considerato che i listini di benzina e gasolio in Italia sono a livelli stellari e impoveriscono sempre più le famiglie con ripercussioni in tutti i settori”. Dai 60 ai 100 euro in più a famiglia Un eventuale incremento delle accise di 5 centesimi di euro al litro produrrebbe – calcola il Codacons – un aggravio di spesa compreso tra i 60 euro e i 100 euro l’ anno. (qualora l’ automobile sia utilizzata con maggiore frequenza).”Lo Stato deve aiutare le vittime del terremoto, ma se oggi il Consiglio dei Ministri varerà l’ aumento della benzina per finanziare il fondo per le calamità – conclude Rienzi – saremo costretti a impugnare il provvedimento al Tar del Lazio, chiedendone l’ immediata sospensione”.
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