22 Maggio 2012

La fidanzata lo lascia Lui dona l’anello a un ente di ricerca

La fidanzata lo lascia Lui dona l’anello a un ente di ricerca

Chissà se il gesto servirà a mitigare il dolore dell’ essere stato lasciato dalla fidanzata pochi giorni prima di consegnarle l’ anello. Fatto sta che il brillocco, un «Trilogy» da 12mila euro, contribuirà a finanziare la ricerca. La storia è stata divulgata dal Codacons, il Coordinamento delle Associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e consumatori. G. (solo l’ iniziale del nome del giovane che ha voluto mantenere l’ anonimato) aveva acquistato il gioiello per regalarlo alla donna che amava e chiederle di sposarlo dopo otto anni di fidanzamento con la classica “dichiarazione”. Per comprare l’ anello aveva risparmiato per anni, in attesa del fatidico sì. Poi la dura realtà. La ragazza lo pianta all’ improvviso e l’ anello, acquistato con tanti sacrifici, resta tristemente nell’ astuccio del gioielliere. A questo punto in molti avrebbero cercato di rivendere l’ anello e recuperare la somma. G. ha invece chiamato il Codacons chiedendo informazioni sulla possibilità di donare l’ anello ad un ente di ricerca, lasciando che fosse lo stesso ente a rivendere o mettere all’ asta il gioiello per recuperarne denaro da utilizzare poi, per la causa. Dopo un momento di stupore iniziale, con grande soddisfazione i legali dell’ associazione hanno spiegato a G. che la donazione è possibile e che può procedere serenamente nel suo intento. Così il giovane ha così trasformato il suo atto d’ amore nei confronti di una donna, in un atto d’ amore più ampio nei confronti di chi ha bisogno di aiuto. «Non tutte le chiamate che si ricevono al Codacons di Catania sono fatte da consumatori che hanno perso le speranze e che si rivolgono all’ associazione per ottenere aiuto e sostegno legale nelle loro battaglie “contro”. Ogni tanto – commentano al Codacons – ci si imbatte nella storia di qualcuno che dai propri guai cerca di trarre il meglio non solo per se stesso, ma anche per la comunità e che vuole avere assistenza per un battaglia “pro”. Una buona azione come questa, in tempi di crisi, è la dimostrazione che i consumatori sanno donare»

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