Tassa su cani e gatti, per poche ore
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fonte:
- Giornale di Brescia
ROMAÈ girata ieri per tutto il pomeriggio, ma, alla fine, l’ ipotesi di una tassa sui cani e i gatti pare priva di fondamento. Dopo il putiferio scatenato dalle voci di una nuova imposta sugli animali domestici, il Pdl, per bocca di Cicchitto, ha preso le distanze dal provvedimento: «Per quanto ci riguarda, non passerà alla Camera» ha detto il capogruppo Pdl. Anche il sottosegretario all’ Economia Polillo ha cercato di calmare gli animi via Twitter: «Tranquilli nessuna tassa sugli animali – ha scritto – la mia era una battuta nei confronti di un deputato che l’ aveva proposta». Lo stesso Polillo si era detto inizialmente concorde «in linea di principio» sulla proposta partita da due deputate Pdl, in dirittura d’ arrivo dopo un iter iniziato nel 2009 per la lotta al randagismo. La proposta di una nuova tassa comunale per proprietari di cani e gatti è nata da un’ iniziativa di Jole Santelli e Fiorella Rubino Ceccacci. Secondo il testo, «i comuni possono deliberare, con proprio regolamento, una tariffa a cui sono tenuti i proprietari di cani e gatti e destinata al finanziamento di iniziative di prevenzione e contrasto del randagismo e dell’ abbandono quali incentivi per l’ adozione di animali d’ affezione». Rubino Ceccacci ha commentato: «Nessuna tassa dei cani e gatti è prevista nel ddl randagismo, ma solo la possibilità per i Comuni di istituire una tariffa destinata al finanziamento di iniziative di prevenzione e contrasto del fenomeno». Molte le polemiche seguite alla proposta di legge. Il leghista D’ Amico aveva rilevato come, tra le tasse introdotte dal governo Monti, «manchi solo quella sull’ aria». Marco Melosi, presidente dell’ Associazione nazionale medici veterinari italiani, ha dichiarato: «La tassa di scopo per consentire ai Comuni di far fronte al controllo del randagismo è una forma di prelievo che alzerebbe la pressione fiscale». Per Melosi l’ imposta «punirebbe i proprietari più virtuosi, ossia chi ha già provveduto al microchip, insomma chi è in regola. La pressione fiscale sulle cure veterinarie – ha aggiunto – è già alle stelle». Nel pomeriggio inoltre si era verificata la levata di scudi di associazioni ambientaliste e dei consumatori. Coro di no aperto dal Codacons: «Un’ idea malsana e pericolosa, che danneggerà tutti».
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