Caro vita, 500 euro in più per la spesa
Un balzo annuo dell’ inflazione tanto importante non si vedeva dal 2007. Verona non sfugge alla preoccupante tendenza nazionale con un rincaro medio annuo del 4% dei principali prodotti di largo consumo, alimentari e non. A spingere verso l’ alto il conto della spesa è ancora una volta il costo dei carburanti, unito a quello della bolletta energetica, della frutta e della verdura, con vistose impennate per caffè e prodotti da forno. Il date emerge dalla periodica indagine fatta da L’ Arena su un paniere di poco più di trenta prodotti. Significa che negli ultimi 12 mesi una famiglia veronese di tre persone ha speso non meno di 500 euro in più rispetto ai 12 mesi precedenti, mentre per una famiglia di quattro persone la stangata è stata di circa 600. L’ attenzione è ora sul paventato aumento dell’ Iva dal 21 al 23%, fatto che, secondo il Codacons, comporterebbe un ulteriore effetto inflativo tra l’ 1,3 e l’ 1,8%, arrotondamenti esclusi. CARO ENERGIA E CARBURANTI. Sul banco degli imputati c’ è soprattutto il caro-energia, con i costi di luce, gas e petrolio saliti alle stelle. In Veneto i prezzi dei beni energetici registrano del resto un aumento congiunturale molto sostenuto che rispetto al solo mese di marzo è balzato in avanti del 2,2%, con un tasso di crescita tendenziale annuo in progresso del 15,6%. Il dato va scorporato: da una parte, la bolletta della luce, del gas e del riscaldamento è rincarata mediamente del 12%. Tradotto in soldi, per una famiglia-tipo con consumi di 3 mila kilowattora/anno (e una spesa di 700 euro) l’ aumento della sola bolletta è stato di almeno 80 euro. Quanto al gas, quindi al riscaldamento, il suo costo è cresciuto in anno di quasi il 15%. Riscaldare un appartamento di 90 metri quadri da ottobre ad aprile è costato quindi non meno di 110 euro in più rispetto all’ inverno precedente. Per non dire dei carburanti: qui il rincaro annuo si aggira attorno al 20%, con un aumento del 3% su marzo per la benzina (+19,5% su base annua); il costo di un pieno è salito da 58 a 71 euro per un auto di media cilindrata. Non va meglio per il gasolio: a Verona e provincia la crescita annua è del 21%. Ciò si ripercuote inevitabilmente sulle tariffe dei trasporti su gomma che nell’ ultimo mese hanno fatto registrare a livello nazionale un vero e proprio boom, FRUTTA E VERDURA. Tra i banchi della grande distribuzione veronese, l’ aumento dei prezzi appare palese soprattutto su frutta e verdura (con l’ eccezione di alcuni prodotti a fine stagione), sia nazionale che di importazione. In salita sono soprattutto le verdure a foglia larga come l’ insalata (+14%) e i radicchi (media +7%). Aumenti fisiologici per agrumi e mele tra il 4 e il 7%. ALTRI RINCARI. Continua ad aumentare il prezzo del caffè, salito in un anno dell’ 16% mentre sempre più speso la tazzina al bar vale un euro tondo ormai in un esercizio su tre. Comportamento analogo per lo zucchero la cui impennata di prezzo ricorda quella della benzina (+21%); i riflessi sono evidenti sui prodotti da forno, con le merendine in progresso del 6%. Più contenuta la risalita del costo del vino da tavola, in crescita del 3,8%, con pure quello della pasta, visti nella media. Il rincaro del latte crudo alla stalla, salito in due anni mesi del 21%, non si è per ora trasferito sui latticini, i cui aumenti di prezzo sono compresi tra il 2 e il 4% annuo su formaggi e burro. La forbice del prezzo del latte resta tuttavia elevata: nella tipologia “intero” è in vendita a partire da 0,78 euro fino a 1,80, con un valore medio di 1,40 euro dai 41 cent di partenza. IN CONTROTENDENZA. Si nota invece una certa stabilità per il prezzo della carne, quella di bovino in particolare (+0.5%), come pure del pane. Carne e salumi mantengono tuttavia un prezzo molto più stabile rispetto ad altri generi e raramente hanno risentito delle vampate inflazionistiche degli ultimi dieci anni. Tra i prodotti con prezzo in controtendenza c’ è ancora l’ acqua minerale: le vendite del 2011 sono scese a valore di oltre il 2% rispetto all’ anno precedente e il prezzo è sceso di quasi il 3%. Quanto al pane, l’ assestamento del prezzo del grano e della farina, pur incidendo al massimo per il 12-15%, ha contribuito alla sua stabilità; del resto, questo prodotto negli ultimi cinque anni ha visto un apprezzamento nell’ ordine del 20%. Alessandro Azzoni Tweet.
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