12 Maggio 2012

Tassa di 3 cent sulle bibite gassate

Tassa di 3 cent sulle bibite gassate

Roma Una mini-tassa sulle bibite zuccherate e gassate, che diventi un monito per genitori e figli ad adottare stili di vita più sani e che potrebbe portare nelle casse dello Stato ogni anno 250 milioni di euro. E’ l’ ipotesi allo studio del governo, annunciata dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, che incassa subito la bocciatura sia da parte dei produttori, come la Coca-Cola, che dei consumatori. Il ministro non parla di tassa ma di “un limitato prelievo di scopo” di appena “tre centesimi” che non “sconvolgerebbe il sistema” e non creerebbe problemi “nè ai produttori nè ai consumatori”, consentendo invece di investire risorse per “rafforzare campagne di prevenzione” e mettere in campo “alcuni interventi mirati in campo sanitario”. Ma non la pensano così nè i consumatori nè i produttori che a stretto giro bocciano la proposta del ministro, già illustrata e discussa, come ipotesi, al tavolo con le Regioni per il rinnovo del Patto per la Salute. La necessità di intervenire, ha argomentato il ministro, deriva dalla “sottostima” del problema da parte delle famiglie, visto che “metà dei nostri ragazzi consumano troppe bevande zuccherate e gassate” che contribuiscono a creare problemi di sovrappeso e obesità che affligge anche l’ Italia. Una tassa però “immotivata, discriminatoria” e per questo “inaccettabile” secondo Assobibe, associazione dei produttori di bevande analcoliche, anche perchè “l’ Italia è al penultimo posto tra i Paesi Ue per consumi pro-capite” e le bibite analcoliche gassate “contribuiscono per meno del 2% – dicono i produttori – all’ apporto calorico medio quotidiano”. E una tassa che in più è “ipocrita” secondo il Codacons perchè “con la scusa della corretta alimentazione e dello scopo sanitario, il Governo vuole mettere le mani nelle tasche dei cittadini”. Da Coca Cola Italia (8 stabilimenti, 3.300 lavoratori) si dicono stupiti e preoccupati. Oltre all’ inefficacia per combattere l’ obesità avrebbe conseguenze sul potere d’ acquisto dei consumatori dice il direttore della comunicazione Alessandro Magnoni.

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