17 Maggio 2012

Spietato ritratto della Cassazione «Schettino incapace a comandare»

Spietato ritratto della Cassazione «Schettino incapace a comandare»

Cristina Rufini GROSSETO «SCARSA resistenza al comando» e «Incapace di gestire il pericolo». A descrivere così il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, sono i giudici della quarta sezione penale della Corte di Cassazione, nella sentenza 18851 del 10 aprile scorso, con la quale hanno deciso di mantenere il capitano di lungo corso agli arresti domiciliari. Un ritratto duro dell’ ormai ex comandante di Meta di Sorrento. In alcuni punti anche spietato. La Suprema Corte ha inoltre rilevato «la scarsa resistenza dell’ indagato alle funzioni di comando ? spiegano i giudici ? o comunque di responsabile della sorte delle persone a lui affidate e ad assicurare in quelle circostanze l’ adempimento delle obbligazioni di sicurezza». Ma non c’ è il pericolo di fuga. Schettino, nonostante il comportamento tenuto dopo il naufragio, non avrebbe intenzione di fuggire ed è per questo che la Cassazione non ha ritenuto necessaria la custodia in carcere come chiesto dalla procura di Grosseto. «La stessa inaffidabilità espressa sulla personalità di Schettino ? concludono i giudici ? per come il medesimo si è comportato, non appare significativa di una propensione alla fuga, essendo chiaro che è comunque sempre rimasto sul luogo della vicenda senza cercare di fuggire». Ma sussiste il pericolo, per gli stessi giudici, che Schettino se lasciato in libertà «possa attuare interferenze, nelle prove in mano all’ accusa», essendo di fatto il principale indagato per il naufragio delle Concordia e per la morte di 32 persone. Il Codacons, ieri, invece ha presentato una denuncia contro il costo, che per legge è dovuto alla cancelleria del Tribunale di Grosseto sulle copie dei dvd- blueray dove sono state riportate le registrazioni della scatola nera. Ognuna delle 4.230 parti offese per avere tutte le copie dovrebbe pagare 22.125 euro, per una cifra totale che incasserebbe lo Stato di più di 3 milioni di euro. Per il recupero del relitto, dalla Conferenza dei servizi è stato stabilito che Piombino sarà la base logistica delle operazioni di recupero e Talamone per la selezione dei rifiuti. Domani a Roma sarà presentato il progetto definitivo.

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