15 Maggio 2012

La benzina soffia sul carrello della spesa in un anno + 20,9%, non accadeva dall’ 83

La benzina soffia sul carrello della spesa in un anno + 20,9%, non accadeva dall’ 83

di BARBARA CORRAO ROMA Più che un bollettino dei prezzi sembra un bollettino di guerra. L’ inflazione, conferma l’ Istat che ha diffuso i dati definitivi, rimane stabile su base annua al 3,3% ma cresce di uno 0,5% rispetto al mese di marzo. Il «carrello della spesa», il paniere che misura i prodotti acquistati più spesso dalle famiglie, sale del 4,7% su base annua e quindi peggiora rispetto a marzo quando si era fermato a +4,6%, sempre su base annua. E’ un livello record che non si vedeva dal 2008. La colpa di chi è? Non degli alimentari che segnano -0,1% su marzo e +2,4% (dovuto ai prodotti lavorati) rispetto ad aprile 2011; non di telefoni e Internet (-1,1 rispetto a marzo e -2,1 rispetto allo scorso anno); e nemmeno dei servizi sanitari e per la salute che avanzano di un timido +0,1% su marzo ma risultano comunque in calo dello 0,2% rispetto ad un anno fa. A rendere più salata la spesa di tutti i giorni sono i prezzi dei carburanti, in particolare della benzina, salita rispetto ad aprile dello scorso anno del 20,9%. Per la verde si tratta di un valore record, tanto che per trovare un rialzo maggiore bisogna tornare indietro di 29 anni, al maggio del 1983. Ma è tutto il settore dell’ energia a tenere alta la testa. In dodici mesi il diesel cresce del 20,5% e non sono da meno le tariffe: ad aprile, come tutti ricordano, è scattato l’ aumento del 5,8% dell’ elettricità e dell’ 1,8% per il gas, con la prima tranche di incrementi decisi dall’ Autorità per l’ energia. Un altro comparto che mostra prezzi surriscaldati è quello degli alcolici e dei tabacchi, con le sigarette che in un anno salgono del 9,3%. Aprile sconta anche un caro vacanze dovuto alle ferie pasquali, che interessa alberghi e in parte anche il trasporto, dai biglietti aerei (+8,8% in un solo mese) ai traghetti (+11,8%). A livello territoriale, si notano forti differenze: tra le principali città italiane: Venezia (+4,1% su base annua) risulta il capoluogo di regione dove i listini sono più caldi, mentre gli aumenti più moderati si ritrovano a Firenze (+2,7%). Su questa pioggia di aumenti pesano, rileva l’ Istat, le tasse indirette con un impatto potenziale non trascurabile e valutato un punto percentuale. L’ inflazione acquisita è pari al 2,7% ma per le abitazioni (dove pesano gli aumenti tariffari) è di +5,5% e nei trasporti di +6,7%. La cornice di aprile offre nuovi spunti, alle associazioni di consumatori, per rilanciare l’ allarme. E così, Federconsumatori e Adusbef aggiornano a 1.334 euro a famiglia la maggior spesa annua dovuta all’ inflazione e agli aumenti di tasse e tariffe. Secondo le due associazioni, meno del 35% degli italiani quest’ anno partirà per le vacanze, comunque «mordi e fuggi». Anche il Codacons fa i suoi conti e ne ricava un maggior carico di 686 euro all’ anno per una famiglia di tre persone. Gli uni e gli altri chiedono l’ introduzione dell’ accisa mobile e lanciano un deciso stop sull’ ipotesi di nuovi ritocchi sull’ Iva. La Federdistribuzione ricorda che la grande distribuzione svolge un ruolo calmieratore sui prezzi come dimostra l’ andamento degli alimentari saliti del 2,4% cioè circa la metà del cosiddetto carrello della spesa influenzato dai prodotti energetici. Anche Confagricoltura ricorda che in un mese gli alimentari non lavorati (cioè frutta e verdura) sono diminuiti dello 0,7%e la Cia osserva che i vegetali freschi sono scesi del 4,9%. Ma il Pd parla di «situazione ormai insostenibile per i ceti più deboli». RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 

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