15 Maggio 2012

Agenzia Entrate: accertato debito sequestratore, erano 2. 400 euro

Agenzia Entrate: accertato debito sequestratore, erano 2. 400 euro

(AGI) – Bergamo, 15 mag. – Lui era convinto di avere un debito di 44.000 euro ma, terminati gli accertamenti, si e’ scoperto che Luigi Martinelli, l’ uomo che il 3 maggio si e’ barricato con degli ostaggi nella sede di Romano di Lombardia dell’ Agenzia delle entrate, avrebbe dovuto pagare solo 2.400 euro. L’ uomo si era detto oppresso dai debiti, e parlando poi in carcere con i deputati Calderoli e Stucchi che lo avevano visitato, aveva detto di avere accumulato un debito di 44.000 euro per tasse non pagate relative al Consorzio di bonifica e il canone Rai (“che non sopporto”, aveva spiegato). Alla Procura di Bergamo risultava invece poco piu’ di un migliaio di debito. Gli ultimi accertamenti hanno stabilito l’ esatto ammontare: 2.400 euro, appunto. L’ avvocato aveva del resto avanzato l’ ipotesi che i 44.000 euro di cui parlava il suo cliente fossero frutto di un equivoco sorto durante un dialogo con un dipendente dell’ Agenzia delle entrate. Martinelli si era ritrovato con una forte somma da pagare gia’ nel 2001, anche in questo caso provocata dagli interessi di mora per mancati pagamenti: 32.000 euro, pagati due anni dopo con condono. Intanto la famiglia dell’ uomo ha deciso di accettare l’ offerta del Codacons e di avvalersi della difesa gratuita da parte dell’ avvocato romano Giuliano Leuzzi. (AGI) (AGI) – Bergamo, 15 mag. – Nei giorni scorsi la figlia Francesca ha scritto ai giornali locali spiegando: “La nostra e’ una famiglia normale, che non ama stare sotto i riflettori e suo malgrado si e’ trovata al centro dell’ attenzione: per questo ora preferiamo non aggiungere altre parole, se non ribadire che siamo sicuri che non voleva fare del male a nessuno, che siamo con lui e che gli vogliamo bene. Non ci e’ possibile entrare nel merito di quello che e’ successo anche perche’ nemmeno a noi e’ completamente chiaro: questa vicenda deve essere chiarita prima di tutto nelle aule di giustizia. Solo allora, quando tutti i dettagli saranno nitidi, potremo parlare e raccontare di mio padre, una persona normale, un gran lavoratore, che col suo esempio ci ha insegnato i valori della vita”. (AGI) .
 

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