Divania, consumatori parte civile
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fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
BARI – Sei associazioni dei consumatori e antiracket contro il colosso Unicredit. Ieri mattina si è svolta la prima udienza preliminare nei confronti di venti persone indagate dalla Procura con le accuse, a vario titolo, di truffa aggravata, appropriazione indebita ed estorsione. A rischiare il rinvio a giudizio sono anche alcuni manager ai vertici della «Unicredit Banca d’ Impresa spa», come i componenti del consiglio di amministrazione dell’ istituto di credito, Luca Fornoni e Davide Mereghetti, all’ epoca dei fatti contestati responsabili dell’ Area Coroporate Banking di Ubm spa, il responsabile erogazione crediti della direzione regionale centro sud Roma della Unicredit Corporate Banking spa, Francesco Conteduca, il responsabile della direzione regionale centro sud Roma, Alfredo Protino e il direttore generale della Unicredit Banca d’ Impresa spa, Mario Aramini. L’ inchiesta riguarda il fallimento dell’ azienda modugnese «Divania»: secondo la ricostruzione della pm Isabella Ginefra e della guardia di finanza, i derivati ad «altissimo rischio» presentati come investimenti sicuri avrebbero provocato un buco nel bilancio di Divania di circa 15 milioni di euro. Una perdita che avrebbe costretto l’ imprenditore barese, Francesco Saverio Parisi (difeso dall’ avvocato Egidio Sarno), a licenziare 430 operai e chiudere un’ attività che, sino al 2006, era redditizia e soprattutto ben avviata. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio degli indagati, ieri si è tenuta la prima udienza preliminare durante la quale si sono costituite parti civili, tra gli altri, l’ imprenditore Parisi, le associazioni dei consumatori Codacons e Adusbef e l’ associazione antiracket. La prossima udienza è stata fissata dal giudice Sergio Di Paola al prossimo otto giugno. Secondo l’ accusa, gli indagati «con artifici e raggiri, al fine di trarne profitto per gli istituti bancari di appartenenza, nonché per sé stessi, inducevano in errore la clientela circa la vantaggiosità dell’ acquisto, mediante sottoscrizione di contratti, di prodotti finanziari derivati e in tal modo procuravano ai clienti stessi un danno ingiusto». Vincenzo Damiani RIPRODUZIONE RISERVATA.
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