10 Maggio 2012

Caos stipendi, 1500 pronti allo sciopero

Caos stipendi, 1500 pronti allo sciopero

MESTRE – Se la delibera non sarà firmata entro una settimana, sarà sciopero generale. Sono pronti a fermarsi in 1500, a fine maggio, i dipendenti delle quattro strutture sanitarie private veneziane. L’«ultimatum» alla Regione Veneto per la firma della delibera che sblocca il finanziamento eccezionale di 46 milioni di euro per pagare i loro stipendi scadrà martedì prossimo. Lo annuncia un documento votato ieri in due assemblee pubbliche, a Villa Salus e al Policlinico San Marco, dove gli stipendi sono fermi a tre mesi fa. «La rimessa straordinaria – specificano i lavoratori nel comunicato – dev’ essere vincolata al pagamento degli stipendi e nel frattempo i sindacati diffidano le proprietà da tagli del personale». I soldi, insomma, devono finire dritti nelle tasche dei lavoratori. Se la soluzione non arriverà nei tempi previsti la risposta dei lavoratori sarà una sola: lo sciopero. «Dev’ essere la nostra ultima spiaggia – dice però Paolo Lubiato (Cgil) – lo stanziamento c’ è, deve solo essere liberato. In questo senso chiedo a gran voce anche un intervento del primo cittadino di Venezia, che continua a non farsi sentire». La platea freme, infermieri e medici sono perplessi: «Se parlassero di meno e agissero di più… – dice S., un’ infermiera di Villa Salus – la situazione si trascina da mesi, in quello che sembra diventato il “balletto” delle firme. Con una sola costante: chi sta a guardare, cioè noi». E mentre i lavoratori (che in questi mesi non si sono mai fermati garantendo ai cittadini il servizio) danno segnali d’ insofferenza, qualche voce si alza anche dai consigli comunali e regionali. Il delegato dal sindaco per la Sanità, Bruno Centanini, ha scritto nei giorni scorsi a Coletto: «Il deficit dell’ Usl 12 è un’ eredità pesante, che risale già agli anni ’90 e raggiunge i 142,5 milioni di euro – dice – la situazione ora ha superato ogni ragionevole limite e sta avendo pesanti contraccolpi sulla città». E se nei giorni scorsi era intervenuto Gabriele Scaramuzza, delegato provinciale alla sanità del Pd, ieri Gennaro Marotta, consigliere regionale di Idv ha dispensato ottimismo: «Concediamo fiducia a Coletto e Mantoan e alla loro assicurazione che la delibera verrà firmata entro il 15». Intanto, dopo il successo della petizione per la riapertura dei 25 posti letto di hospice al Policlinico San Marco, le associazioni Codacons, Anfass, Avulss, Legatumori, Humanitas Venetia ci riprovano. «Umanizzare»: è la parola chiave anche per la nuova raccolta firme, iniziata ieri e aperta per tutto il mese di maggio (info: [email protected]), contro il taglio dei servizi e la riduzione del budget a Policlinico e Villa Salus. «Il disegno è chiaro, si depotenzia – dice Franco Conte presidente Codacons – e alla fine si dirà che i servizi vanno accorpati tutti all’ ospedale dell’ Angelo». Tra le firme compaiono già i nomi di Centanini, dei presidenti del Consiglio comunale e della terza commissione, Roberto Turetta e Giacomo Guzzo, di Scaramuzza, Claudio Borghello, Roberto Boraso e del presidente della municipalità di Mestre Carpenedo, Massimo Venturini. Alice D’ Este Sara Rampazzo.
 
 

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