9 Maggio 2012

Debiti, ieri altri tre suicidi tra Salerno e Milano tragedie

Debiti, ieri altri tre suicidi tra Salerno e Milano tragedie

DI VITO SALINARO F ragilità, depressione, vergogna, emulazione. Comunque lo si guardi e quale che sia la causa più accreditabile, il lungo elenco di chi vuol togliersi la vita a causa degli accentuati problemi economici, lascia una tragica sensazione di impotenza. Alla quale, evidentemente, non vogliono sottostare i legali della famiglia di Pietro Paganelli, l’ artigiano di 72 anni che il 5 maggio si è sparato un colpo alla tempia perché oppresso dai debiti con il fisco, e che versa in stato di coma irreversibile. L’ avvocato dell’ uomo, Angelo Pisani, ha annunciato di aver eseguito l’ accesso agli atti nei confronti di Equitalia perché, a detta del professionista, sarebbero stati commessi errori dalla società di riscossione. «Nei confronti di Equitalia agiremo in sede civile e probabilmente anche penale», ha riferito il legale. Le contestazioni mosse dall’ avvocato riguardano le modalità con le quali la società concede la rateazione delle cartelle esattoriali. «È un diritto del contribuente ma diventa un ricatto. La concedono se ci si accolla l’ intero ammontare di un debito gonfiato da interessi, da multe e tributi ormai inesigibili. Il contribuente si trova di fronte ad una finanziaria o a una banca che negozia la ristrutturazione del debito». Intanto, quel maledetto elenco si allunga. Ieri un uomo di 48 anni si è tolto la vita impiccandosi nella zona industriale di Salerno, dopo aver ricevuto una comunicazione di sfratto dall’ azienda per la quale aveva lavorato come custode. Da quanto si è appreso, era stato già licenziato un anno e mezzo fa ma aveva conservato l’ alloggio di pertinenza di un centro commerciale. A trovare il cadavere in un capannone è stata sua figlia, di 19 anni. Poco distante, a San Valentino Torio, Angelo Coppola, operaio edile di 62 anni, dal Natale scorso senza lavoro, si è ucciso con una fucilata al petto nella sua abitazione, dove viveva con la moglie e i figli. E nel pomeriggio, nei boschi del parco lombardo delle Groane, in territorio di Cesate (Milano), è stato trovato il cadavere di un imprenditore di 60 anni, titolare di un’ azienda in crisi. L’ uomo ha lasciato un biglietto in cui ha motivato il gesto con la difficoltà a pagare i debiti. Si è invece risolto con una grande paura il gesto di un torinese sessantenne che si è gettato nel Po, pare dopo aver ricevuto una cartella esattoriale di Equitalia. È quanto ha affermato lui stesso ai soccorritori che lo hanno recuperato dal fiume nella zona dei Murazzi, a Torino, e trasportato, senza conseguenze gravi, all’ ospedale di Gradenigo. Per opporre un freno ai danni provocati dalla crisi, associazioni di categoria e organismi sindacali sembrano muoversi più celermente delle istituzioni. Codacons e Comitas, denunciando i dati Cerved sull’ emergenza fallimenti delle imprese, hanno chiesto misure per arginare la preoccupante escalation: in primis, «una dilazione di 24 mesi di tutti i debiti fiscali a carico di piccole e medie imprese». Mentre la Confartigianato di Napoli aprirà uno sportello di ascolto e chiede una specifico fondo ‘salva persone’». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this