9 Maggio 2012

E anche il Codacons ‘benedice’ la protesta

E anche il Codacons ‘benedice’ la protesta

 Ma i cittadini hanno il diritto a decurtarsi le bollette della quota di remunerazione del capitale investito del gestore? O bisogna aspettare prima che il legislatore lo imponga a Hera e Aimag? Lo abbiamo chiesto a qualcuno per cui le cause di tutela della collettività sono pane quotidiano, ovvero Fabio Galli, vice presidente regionale del Codacons e referente per la sede modenese.
«E’ un loro diritto perchè esiste ancora l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni e sono perfettamente d’accordo che il risultato del referendum vada rispettato», sottolinea Galli.
«Il popolo è sovrano e ha deciso che l’acqua deve essere erogata dal pubblico e non dal privato.
Alla luce di questo devono essere eliminati tutti gli elementi di profitto dei gestori».
E per il vice presidente regionale del Codacons la responsabilità è di tanti: «Lo Stato, i Comuni e le Regioni non adempiono a questo obbligo primario e parliamo di un referendum che sancisce qualcosa di fondamentale».
E alla luce di questo diritto insindacabile, Galli accoglie positivamente la campagna di ‘Obbedienza Civile’ promossa dal Comitato Modenese per l’Acqua Pubblica: «I cittadini fanno bene ad aderirvi e pagare la bolletta decurtando la quota prevista».
Ovviamente, ci tiene a precisare Fabio Galli, questo al momento può comportare un rischio: ovvero pagare un po’ di mora.
«E’ il prezzo da sopportare per chi vuole far valere un diritto rimasto per ora sospeso.
In ogni caso non c’è nessun rischio per le famiglie che venga staccata l’acqua».
E se lo dice il vice-presidente regionale del Codacons fidarsi è praticamente un obbligo.

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