Benzina, primi ribassi Passera chiama i petrolieri
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fonte:
- Il Messaggero
BARBARA CORRAO ROMA Sembra proprio un paradosso: quando finalmente comincia a scendere il prezzo medio della benzina, il ministero dello Sviluppo convoca compagnie petrolifere e gestori. E invece no, il paradosso non c’ è perché i dati diffusi dalla commissione Ue e dall’ Osservatorio prezzi del ministero dimostrano che «al netto della componente fiscale persistono nel nostro Paese criticità oggettive e peculiari» all’ adeguamento dei prezzi dei carburanti all’ andamento di quelli europei. Ecco perché il governo sta lavorando, ha assicurato il ministro Passera che oggi sarà al vertice italo-turco, «utilizzando come leve i controlli e gli interventi diretti».A insospettire è il cosiddetto «stacco» cioè il divario con il resto d’ Europa sul prezzo industriale (al netto delle accise e dell’ Iva): è arrivato a 5,3 centesimi sulla benzina e a 5 centesimi sul gasolio. Un record (non accadeva dal 2008), anche questo, che si somma a tutti gli altri record già raggiunti.E’ per questo che il ministero ha deciso di aprire un nuovo «tavolo» per esercitare quel tanto di pressione che possa indurre le compagnie a ridurre i prezzi visto il calo che è stato registrato all’ origine su petrolio, dollaro e prodotti raffinati. Questo fine settimana, secondo Staffetta quotidiana, il prezzo internazionale della benzina, al sesto calo consecutivo, ha perso 24 euro per mille litri a quota 587 euro mentre quello del diesel è sceso a 631 euro. Due ingredienti di base che certo diventava sempre più difficile ignorare. Oggi dunque il sottosegretario Claudio De Vincenti chiederà conto all’ Unione Petrolifera, alle singole compagnie e ai gestori del perché il prezzo dei carburanti o non è sceso o è diminuito meno di quanto è accaduto nel resto d’ Europa.I petrolieri si presentano all’ appuntamento con una giornata di diminuzioni dei prezzi alla pompa, trainati dall’ Eni. Il Cane a sei zampe ha avviato le prime riduzioni nel fine settimana ma con scarso seguito da parte dei concorrenti. Domenica l’ Up, messa alle strette dal recente rapporto di Nomisma Energia che rilevava un extra margine di 7,7 centesimi sulla verde e di 2,3 centesimi sul diesel nella settimana precedente, ha ammesso: «Ci sono i margini perché il prezzo scenda ma vista la volatilità dei mercati, le condizioni sono maturate solo negli ultimi giorni».Ieri un nuovo round di ribassi ha così salutato la convocazione al ministero dello Sviluppo. Eni ha tagliato di altri 2,5 centesimi il prezzo della benzina, del diesel (-1 centesimo) e del Gpl (-2 centesimi). Shell è scesa di 1 cent sulla verde e di 0,5 cent sul diesel, così pure TotalErg (0,8), Ip (-1,5), Q8 (-1,2) e Tamoil (-0,5). Ma il monitoraggio giornaliero effettuato da «Quotidiano Energia» indica che ci sono «ancora spazi a disposizione per la discesa su entrambi i prodotti». «I prezzi praticati sul territorio afferma il sito specializzato adesso riflettono con maggiore assiduità, seppure con qualche lentezza, le riduzioni dei prezzi raccomandati. Le no logo continuano a scendere anche loro mantenendo di conseguenza ampia la forchetta con le petrolifere». I prezzi medi nazionali sono così a 1,887 euro/litro per la benzina (no logo a 1,758); 1,772 per il diesel (1,630) e 0,875 per il Gpl (0,824). A fine dicembre i prezzi, considerati già alle stelle, erano a 1,713 per la verde e 1,690 per il gasolio. Cioè quasi 20 centesimi più bassi di oggi.I ribassi sono «del tutto irrisori» a giudizio del Codacons che si è mosso per presentare un’ istanza alla Procura di Varese, ritenendo ci sia «margine per un’ ulteriore discesa tra i 5 e i 7 centesimi al litro». Secondo Adusbef e Federconsumatori gli automobilisti potrebbero «risparmiare 116 euro annui» L’ Unione petrolifera lancia l’ allarme per il calo dei consumi: la benzina nel 2020 scenderà sotto il 20% del totale carburanti contro il 47% del ’95. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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