7 Maggio 2012

CRISI: NEGOZI ABBIGLIAMENTO, FATTURATI GIU’ FINO AL 30%

CRISI: NEGOZI ABBIGLIAMENTO, FATTURATI GIU’ FINO AL 30%

I COMMERCIANTI DANNO RAGIONE AL CODACONS: PER USCIRE DALLA CRISI OCCORRONO SALDI E VENDITE SOTTOCOSTO LIBERE

Secondo una ricerca condotta dalla Federazione italiana settore moda (Fismo-Confesercenti), il fatturato per i commercianti dell’abbigliamento è in calo del 20-30%.
E’ la conferma della bontà delle previsioni rese note dal Codacons fin dal mese di dicembre, quando l’associazione aveva annunciato un flop per i saldi invernali, con un calo delle vendite che poteva raggiungere  quota  30%.
Per questo era fondamentale che nel decreto Cresci Italia ci fosse la liberalizzazione del settore del commercio, che invece è rimasta limitata ai soli orari di apertura dei negozi.
Ben poca cosa, considerato che  per uscire da questo crollo dei consumi occorre, come ammette  la maggioranza stessa dei commercianti in questa ricerca, intervenire sui prezzi attraverso mega sconti che incentivino le famiglie ad approfittare subito dell’offerta, invece di rinviare l’acquisto a tempi migliori.
Per il Codacons è incredibile che Monti, che già non intende ridare capacità di spesa alle famiglie italiane, visto che stipendi e pensioni non sono indicizzate e le tasse previste, come l’Iva, colpiscono sia i ricchi che i poveri, si rifiuti anche, ed almeno, di aumentare la concorrenza attraverso saldi e vendite sottocosto libere.
E’ paradossale che un professore della Bocconi, in nome del libero mercato, costringa un commerciante che vuole vendere un prodotto sottocosto a comunicarlo al sindaco e a non farlo per più di 10 giorni e per più di 3 volte all’anno.

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