1 Maggio 2012

Caro spesa fuori controllo Milano la peggiore d´Italia

Caro spesa fuori controllo Milano la peggiore d´Italia

alimentari, l´inflazione balza al 5,7% annuo nei dati generali la media nazionale è lievemente più alta ma nel capoluogo lombardo i rincari colpiscono i beni di più largo consumo.
è una corsa che continua ad accelerare, quella dell´inflazione a Milano. Secondo le ultime rilevazioni dell´Istat il carrello della spesa in città costa il 5,3 per cento in più rispetto a un anno fa, in aumento dello 0,4 rispetto al mese scorso. Una crescita trainata da alimentari, servizi e trasporti, nella quale Milano si ritrova in testa alla classifica del carovita italiano: a livello nazionale l´inflazione dei prodotti “ad alta frequenza di acquisto” che compongono il carrello si ferma infatti al 4,7 per cento. Milano capitale del carovita, dunque. A dirlo, l´indice dei prezzi dei beni e dei servizi che compongono il paniere. Perché se a livello generale ad aprile l´inflazione nel capoluogo lombardo si è attestata a un livello più basso che nel resto del Paese – il 3,1 per cento, contro la media italiana del 3,3 – è proprio il costo dei prodotti più consumati a crescere. E a far patire il carovita più che altrove. Qualche esempio: alimenti e bevande, biglietti per i mezzi di trasporto, servizi di ristorazione e beni non durevoli per la casa (detersivi, saponi, eccetera). Beni “a domanda rigida” su cui è difficile tagliare e ridurre i consumi, poiché parte integrante della vita – e della spesa – di ogni giorno. Ebbene, proprio questi prodotti a Milano presentano un´inflazione più alta: si comincia con il pane – che a Milano costa il 2,9 per cento in più del 2011, contro la media nazionale del 2,6 – e il formaggio, per il quale qui si paga in media il 3,8 per cento più del 2011, lo 0,2 in più rispetto alla media nazionale. E ancora: campionessa del carovita in città si conferma, come da un anno a questa parte, la colazione. Perché per un caffè i milanesi oggi spendono il 18,2 per cento più di un anno fa, per il latte fresco il 5,6 e per la marmellata il 4,7 più che nel 2011. «L´inflazione ormai è una tassa invisibile che colpisce le fasce più deboli della popolazione – attacca il Codacons – è necessario che l´amministrazione, i cittadini e i commercianti si siedano davanti a un tavolo e prendano provvedimenti». Ovvero? «La nostra proposta – spiega l´associazione – è bloccare almeno per un anno il livello dei prezzi: sarebbe un patto tra cittadini e negozianti con il Comune a fare da garante. Solo così si può affrontare e combattere la crisi». Non sono solo gli alimentari, peraltro, a far schizzare alle stelle il costo del carrello della spesa milanese. In un anno i trasporti – complici gli aumenti della benzina, che in tutta Italia costa il 20,8 per cento più di un anno fa – sono cresciuti di 7,5 punti (media italiana, 7,4). E ancora: negli ultimi dodici mesi a Milano gli affitti sono cresciuti dell´1,9 per cento, l´abbigliamento del 2,5, i beni “non durevoli” per la casa del 3,2 e i costi del personale domestico, colf e badanti, del 2,6. Attenzione però, gli aumenti non sono solo annuali: anche da un mese all´altro lo scontrino può lievitare, e di molto. Ad aprile in città il costo di una camera d´albergo, complice la folla di visitatori del Salone del Mobile, è aumentato rispetto a marzo in modo vertiginoso: il 27,8 per cento.
alessandra corica

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