1 Maggio 2012

Prezzi +4,7% Dalla benzina agli alimenti i rincari volano

Prezzi +4,7% Dalla benzina agli alimenti i rincari volano

ROMA L’ inflazione ad aprile resta stabile allo stesso valore già registrato nei due mesi precedenti. Ma si tratta di una calma apparente, l’ equilibrio, per altro raggiunto su un livello alto, nasconde la corsa dei prezzi per gli acquisti giornalieri, dal cibo ai carburanti, cresciuti su base annua,del 4,7%, ai massimi da oltre due anni e mezzo. E sono, infatti, proprio due delle voci di spesa più frequenti, benzina e diesel, a far segnare i rincari maggiori, con la verde che raggiunge l’ aumento più alto almeno dal 1996, ovvero da sedici anni. Le stime diffuse dall’ Istat sull’ inflazione trovano commenti preoccupati. Le associazioni dei consumatori temono forti stangate, mentre i commercianti fanno notare i rischi di un ulteriore aumento dell’ Iva. Carrello salato Guardando nel dettaglio i dati emerge come l’ inflazione si sia stabilizzata su una variazione congiunturale dello 0,5% ed una tendenziale del 3,3%. Il valore annuo è, quindi, ben distante dal quello che l’ Istat definisce il gruppo dei prodotti acquistati con maggiore frequenza, il cosiddetto carrello della spesa, che su base annua risulta superiore di 1,4 punti, attestandosi su valori più alti dal settembre 2008. A spingere la lista degli acquisti di tutti i giorni è la benzina che rispetto ad aprile 2011 sale del 20,8%, battendo anche il gasolio (20,5%). Per la verde si stratta di un’ impennata record, che l’ Istat non registrava da quando sono disponibili le serie storiche. A riguardo dall’ Unione petrolifera spiegano come sull’ aumento abbia pesato il carico fiscale. Per l’ Up, infatti,in un anno la sola componente accise per la benzina è salita del 23% e per il gasolio del 37%. I consumatori commentano con allarme i nuovi dati sull’ inflazione, per il Codacons un carrello della spesa al +4,7% si traduce in una stangata annua per una nucleo di quattro persone pari a 686 euro. Consumatori preoccupati Secondo Federcosumatori e Adusbef «con l’ inflazione a questo livello, gli aggravi per le famiglie, esclusi gli aumenti delle varie tassazioni saranno di oltre 1.334 euro annui». Anche per i commercianti la stabilità del tasso d’ inflazione annuo non rassicura: «Rischia di essere la sintesi di due situazioni negative che si contrappongono, da una parte gli interventi fiscali con in particolare il boom dei prezzi dei carburanti e dall’ altra parte la forte crisi dei consumi», spiega Confesercenti. A riguardo Confcommercio fa notare che il calo mensile segnato dagli alimentari (-0,1%) potrebbe proprio risentire del calo della domanda. Guardando alla zona euro, invece, secondo i dati di Eurostat l’ inflazione, calcolata in base all’ indice armonizzato dei prezzi per i Paesi dell’ Ue, segna un lieve calo, passando al 2,6% dal 2,7% di marzo. Lo stesso indice registra per l’ Italia un valore su base annua del 3,8%, quindi ben superiore alla media dell’ Ue a 17. Sempre Eurostat rileva, con riferimento all’ ultimo trimestre dello scorso anno, un aumento del tasso di risparmio delle famiglie dell’ Unione europea, a fronte di redditi che continuano a scendere e di investimenti che rimangono fermi. Oltretutto proprio da oggi rincara anche la bolletta dell’ energia elettrica. Con l’ obiettivo dichiarato di evitare futuri ulteriori balzi della bolletta, il ministero dello Sviluppo economico, di concerto con quello dell’ Ambiente e dell’ Agricoltura, ha infatti messo a punto a metà aprile i nuovi decreti per l’ incentivazione delle fonti rinnovabili, che prevedono il risparmio di 3 miliardi di euro all’ anno rispetto al precedente regime, con un drastico ridimensionamento soprattutto dei sostegni al fotovoltaico. Dal fisco all’ Imu A qualcosa, insomma, la mossa dell’ Autorità sembra essere servita, anche se per le famiglie italiane il 2012 si annuncia ormai come un anno di esborsi crescenti. L’ aumento delle tariffe energetiche non è infatti l’ unico con cui fare i conti. In ballo ci sono anche i carichi fiscali, vecchi e nuovi (dall’ Imu all’ atteso aumento dell’ Iva), e i rialzi generalizzati dei prezzi (appunto dalla benzina agli alimentari) che porteranno, secondo i consumatori, ad una stangata di oltre 2.200 euro l’ anno. La voce più consistente sarà proprio quella della tassa sulla casa, che Adusbef e Federconsumatori stimano in media in 405 euro, a cui si aggiungono i rialzi degli alimentari (+392 euro), della luce (+110 euro), del gas (+113 euro), della benzina +252 euro e così via. «È un risultato drammatico – affermano le associazioni – Saranno pesantissime le ricadute sullo stile di vita delle famiglie e sull’ economia». © riproduzione riservata.

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