Pensioni, la metà sotto mille euro «Siamo tra i più poveri d’ Europa»
Nuccio Natoli ROMA LE FAMIGLIE italiane stringono i denti, oltre che la cinghia. Ancora più grama la vita dei pensionati: la metà tira avanti con meno di mille euro al mese. Due studi, uno di Bankitalia, l’ altro elaborato da Istat e Inps, fotografano un Paese assediato dalla crisi economica. Bankitalia si è concentrata sullo «stato d’ animo finanziario» delle famiglie, giungendo alla conclusione che la crisi le ha spinte alla prudenza evitando di indebitarsi. LE FAMIGLIE hanno preso atto che si sono impoverite e che la «recessione ha diminuito la loro ricchezza», ma dopo aver stretto la cinghia con il calo dei consumi, l’ antica propensione a non fare il passo più lungo della gamba non gli ha fatto scegliere la strada dei debiti, tanto che «il loro indebitamento è rimasto contenuto». I dati di Bankitalia raccontano che, dal 2008 al 2010, le famiglie con debiti sono diminuite dal 26,5% al 24,1%. Nello stesso periodo si è ridotto il numero delle famiglie a basso reddito che hanno le rate di mutuo da pagare. La tendenza a non ricorrere all’ indebitamento ha due motivazioni: da una parte il timore di non riuscire a fronteggiare le rate visto il periodo di crisi, dall’ altra le tensioni sul mercato del credito che ha fatto diminuire l’ offerta di prestiti da parte delle banche. Se la frenata sui debiti è anche lo specchio in negativo del periodo di crisi, la prudenza nel comportamento delle famiglie ha portato «a un volume relativamente basso delle insolvenze». Ossia, meno debiti, meno insolvenze. Bankitalia si è lanciata nella previsione che i prestiti delle banche a famiglie e imprese torneranno a crescere, ma «solo nella parte finale del 2012». Secondo lo studio ciò avverrà sia perché «ci vorrà tempo affinché i fondi dati dalla Bce agli istituti di credito affluiscano all’ economia reale», sia perché tra la fine di quest’ anno e l’ inizio del prossimo dovrebbe cominciare a manifestarsi la ripresa economica. Di conseguenza, Bankitalia stima che nel 2013 torneranno a crescere (sia in numeri, sia in volumi) i mutui concessi alle famiglie «per l’ acquisto di abitazioni». Congelato, invece, appare il quadro previdenziale fatto dall’ Istat. Il 45,4% dei pensionati (7,6 milioni, su un totale di 16,7 milioni) si deve accontentare di un assegno previdenziale inferiore a 1.000 euro al mese. 2,4 milioni di pensionati (il 14,4% del totale) addirittura non superano i 500 euro. Da notare che circa un terzo dei pensionati italiani ha meno di 65 anni. Allarme Codacons: «I nostri pensionati sono i più poveri d’ Europa». SE È INNEGABILE che è assai elevato il numero delle pensioni da fame, altrettanto innegabile che la spesa pensionistica sia elevata: nel 2010 ha toccato quota 258,5 miliardi di euro. In pratica, il 16,64% del Pil. Qualche sorpresa la riserva la distribuzione delle pensioni sul territorio. Premesso che a fronte di quasi 16,7 milioni di pensionati gli assegni erogati sono 23,8 milioni (un terzo ne ha due, o più) il 47,9% va al Nord, il 20,5% al Centro e il 31,6% al Sud. Nell’ ultimo anno vi è stato un lieve calo (0,3%) del totale degli assegni pensionistici (da 23 milioni 835 mila a 23 milioni 763 mila), accompagnato da una riduzione assai più sensibile (6,6%) delle pensioni d’ invalidità passate da 1,6 milioni a 1,5 milioni. Evidente che la stretta sui controlli ha giocato un ruolo non secondario.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: bankitalia, debiti, europa, Indebitamento, inps, pensionati, pensioni
