A metà dei pensionati tocca vivere con meno di 1000 euro al mese
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fonte:
- La Stampa
È una fotografia impietosa quella che scattano l’ Istat e l’ Inps nel rapporto congiunto «Trattamenti pensionistici e beneficiari»: il sistema delle pensioni costa moltissimo all’ Italia ma dà poco alla stragrande maggioranza dei pensionati. Il quadro è aggiornato al 2010 e tiene conto sia delle prestazioni previdenziali sia di quelle assistenziali; risulta che nel complesso la spesa per pagare la pensione a 16,74 milioni di italiani è stata pari in un anno a 258,5 miliardi di euro, in rialzo dell’ 1,9% sul 2009 e pari al 16,64% del prodotto interno lordo. Nonostante un esborso così grande, quasi 7,6 milioni di pensionati, pari al 45,4% del totale, ricevono meno di mille euro al mese, e tra loro ben 2,4 milioni percepiscono un reddito addirittura inferiore ai 500 euro mensili. Nelle regioni settentrionali si concentra circa la metà delle prestazioni (47,9%), dei pensionati (48,5%) e della spesa (50,8%). Al Mezzogiorno va circa un terzo e al Centro il restante quinto. Se invece si guarda al tipo di pensione, si scopre che il maggior numero di titolari di prestazioni d’ invalidità civile, di pensioni sociali e di assegni ordinari d’ invalidità si trova al Sud. Inoltre, sono le regioni meridionali a subire il carico maggiore nel rapporto fra pensionati e occupati, con 82 pensionati ogni 100 occupati (contro una media nazionale di 71 a 100). Ma le differenze non sono solo territoriali: a fonte di un reddito medio annuo da pensione pari a 15.471 euro, le donne percepiscono importi di 12.840 euro, inferiori del 30% ai 18.435 euro medi degli uomini. Quanto all’ età, il 29,1% dei pensionati ha meno di 65 anni, una quota rilevante che risente di troppe prestazione fruite da chi è ancora in età lavorativa (per infortuni o malattie professionali o per invalidità: niente da ridire su chi ha davvero bisogno, ma la cronaca ci dice che gli abusi sono innumerevoli). Dal rapporto congiunto dell’ Istat e dell’ Inps risulta che in Italia circa un terzo dei pensionati percepisce due o più assegni: nel dettaglio, il 24,8% può contare su un assegno doppio (il più delle volte ai superstiti o di tipo assistenziale) ma c’ è anche un 7,9% che ogni mese ne raccoglie addirittura tre. Spostando l’ attenzione dai pensionati alle pensioni, si nota come nel 2010 il numero delle pensioni d’ invalidità scenda bruscamente (-6,6%), e anche gli assegni d’ invalidità civile fanno registrare una contrazione (-1,3%). Mentre risultano in crescita le pensioni di vecchiaia o anzianità (+1,1%), corrispondenti al 70% della spesa. I sindacati commentano con preoccupazione la fotografia scattata dall’ Istat: per lo Spi-Cgil «un intervento sui redditi da pensione non è più rinviabile». Sulla stessa linea la Fnp Cisl che parla di pensionati «sempre più poveri», su cui si scarica «il peso maggiore della crisi». Secondo la Uil «bisogna innanzitutto pienamente ripristinare l’ indicizzazione dei trattamenti al tasso di inflazione, scandalosamente limitata, con la manovra di dicembre». Anche l’ Ugl richiede un’ azione «seria e tempestiva». Mentre le associazioni degli agricoltori denunciano il forte disagio degli anziani nel settore. I pensionati italiani «si confermano i più poveri d’ Europa» dice il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. «A pesare è soprattutto la pressione fiscale, che nel nostro Paese resta elevatissima, mentre altri Paesi europei non prevedono alcuna tassazione sulle pensioni». Secondo il Codacons «le ultime misure introdotte in Italia peggiorano la situazione, perché hanno determinato un aumento dei prezzi e delle tariffe e una conseguente perdita del potere d’ acquisto, già crollato negli ultimi anni. Basti pensare che dal 1993 a oggi il potere d’ acquisto di chi percepisce una pensione medio/bassa è calato di oltre il 50%». Ecco che il Codacons si chiede: «Come faranno a sopravvivere quei 2,4 milioni d’ italiani che percepiscono una pensione da fame inferiore ai 500 euro, quando ad ottobre scatterà il nuovo rincaro dell’ Iva e il conseguente aumento dei prezzi in tutti i settori?». La spesa sfiora il 17% del prodotto lordo 2,4 milioni di persone sono sotto i 500 euro Alle donne va il 30% in meno degli uomini Il 29% dei beneficiari è al di sotto dei 65 anni Al Nord il 50 per cento degli esborsi Nel Mezzogiorno il record dell’ invalidità.
luigi grassia
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