25 Aprile 2012

Pieno col sospetto

Pieno col sospetto

di FABIO NUCCIGli aumenti subiti in un anno da benzina e diesel valgono bene qualche controllo in più. Un litro di verde self service ha subito un balzo in avanti del 17,5% mentre il gasolio è scattato oltre il 20,5%: rincari che hanno reso il pieno più caro di 8-10 euro e che spingono i consumatori ad affrontare con maggiore attenzione le operazioni di rifornimento. Tra prezzi civetta, sospetti cartelli e mini truffe, anche i Consumatori vogliono vederci chiaro. «Ben vengano i controlli della Guardia di Finanza – spiega Cristina Rosetti, presidente del Movimento difesa del cittadino – che invitiamo a intensificare tale attività per scongiurare raggiri nei confronti dei cittadini ma anche per evitare casi di concorrenza sleale». Che si materializza, ad esempio, nel caso in cui viene pubblicizzano un prezzo allettante ma poi l’ impianto viene tarato in modo che il gestore non ci rimette. «Per questo chiediamo controlli pressanti e continui», aggiunge l’ avvocato Rosetti. «Le tarature vanno verificate puntualmente, a prescindere dal sospetto di possibili truffe e a maggior ragione in un momento in cui i prezzi della benzina sono saliti alle stelle. Per avere una concorrenza reale occorre sganciare la distribuzione dalla produzione». Un’ altra anomalia segnalata al Mdc è quella dei distributori di Gpl/metano gestiti dallo stesso proprietario nello stesso territorio e quella di prezzi della benzina che aumentano e si riducono in coppia tra stazioni di servizio vicine.Il Codacons Umbria ha invece raccolto segnalazioni di alcuni automobilisti pensionati che hanno riscontrato come, nel giro di dieci giorni, il costo del pieno per la stessa auto sia salito di quasi dieci euro. «Ci hanno chiesto di indagare in merito – spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – per verificare se la benzina erogata è quella giusta: la variazione della spesa per il rifornimento nella stessa stazione di servizio, da 50 a 58/60 euro, non era giustificato dagli aumenti settimanali subiti dalla benzina. In un caso, ci hanno segnalato sei euro in più pagati per gli stessi litri in un distributore bianco». Il sospetto è che quanto riportato nei display delle pompe e nei pannelli informativi esterni non sempre coincida. «Auspichiamo più controlli sulla funzionalità degli impianti – aggiunge la Falcinelli – perché la sensazione che abbiamo dalle persone che chiamano è che non si sappia con certezza che quanto appaia sul display sia davvero ciò che viene erogato. Il nostro consiglio è di girare vari impianti comunque e cominciare a farsi dare la ricevuta del rifornimento». Solo con tale documento, infatti, è possibile fare contestazioni anche in caso di problemi successivi al rifornimento. «A causa di infiltrazioni nella cisterna, a volte è capitato che sia finita acqua nella benzina e senza ricevuta – spiegano dal Codacons – è difficile accedere all’ assicurazione del distributore responsabile (involontariamente in questo caso), sempre che ce l’ abbiano».Quella della benzina o del gasolio scadenti è un’ altra anomalia segnalata. «Due nostri associati hanno dovuto sostituire la pompa del carburante – spiega l’ avvocato Rosetti – perché come rilevato dal meccanico era stata rovinata a causa del cattivo carburante utilizzato».

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