25 Aprile 2012

Centurioni e il «Parco a tema» Una profonda crisi culturale

Centurioni e il «Parco a tema» Una profonda crisi culturale

Caro Conti, a proposito dei centurioni al Colosseo siamo ormai al tragicomico. Il sovrintendente comunale Umberto Broccoli che elogia il kitsch e ci racconta che fin dai tempi dei tempi quel monumento era un luogo ameno. Già ma da allora alcune cose sono cambiate o no? Mentre «Mister Codacons» è sempre pronto ad armarsi, magari con ricorsi al Tar, affinché i centurioni rimangano lì. Ma questi signori sono mai andati in giro per l’ Europa? Hanno mai visto figuranti guerrieri all’ Ulisse assediare il Partenone? O figuranti vestiti da califfi circondare l’ Alhambra? O ancora vichinghi stazionare davanti ai monumenti delle città del Nord? Che miseria intellettuale! In quanto a populismo, Mr Codacons é imbattibile. Preferisce vedere crollare il Colosseo piuttosto che farlo restaurare da un imprenditore italiano. Ma siamo sicuri che i consumatori a lui affiliati siano d’ accordo? Dina Nascetti Cara lettrice, la sua invettiva riassume tutte le contraddizioni romane e italiane. Ci siamo talmente abituati ai centurioni, non regolamentati dal 1994 e quindi da tutte le giunte di ogni colore, da farne un argomento di dibattito socio-culturale. Siamo a Roma, culla di una cultura straordinaria: dove però l’ amministrazione capitolina progetta di creare un «parco a tema» sulla romanità. Idea che svela una tragica mancanza di cultura: persino in Grecia, nazione assai malmessa dal punto di vista economico, riderebbero alla sola idea di costruire un «parco a tema» sulla grecità, avendo a disposizione il Partenone. Svetonio, biografo dei Cesari, non ha bisogno di Disney. Forse non le ho risposto, ma tra centurioni e Parco a tema si rischia di perdere ogni residua speranza sul futuro di Roma. [email protected].

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