I sindacati: «Avete visto? Pagano sempre i soliti»
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fonte:
- La Provincia di Como
La notizia del gran numero di irregolarità scoperte dalla guardia di finanza con i controlli di questi giorni scatena la rabbia di sindacati e associazioni dei consumatori. «Purtroppo – attacca il segretario generale della Cgil Alessandro Tarpini – dobbiamo registrare ancora una volta il fatto che gli unici a pagare le tasse fino all’ ultimo centesimo sono i lavoratori dipendenti e i pensionati. Quello che emerge dalle verifiche effettuate sul territorio è molto grave, a maggior ragione in un momento in cui vengono chiesti sacrifici a tutti. Sono numeri che gridano vendetta. Lo dico come rappresentante dei lavoratori, ma anche pensando agli imprenditori onesti che finiscono per essere vittime di una concorrenza sleale. Viva la Guardia di finanza e viva i controlli, servono come azione deterrente». Duro anche Gerardo Larghi della Cisl: «Da tempo abbiamo lanciato l’ allarme, insieme ai commercianti, sul problema di chi utilizza mezzi illegali per stare sul mercato. Se tutti pagassero le tasse, ne pagheremmo tutti di meno, lo stesso imprenditore onesto risulta danneggiato dal vicino che non rispetta le regole e dovrebbe ribellarsi». «La battaglia per la legalità – aggiunge – è ancora lunga e difficile, per questo sono favorevolissimo ai controlli e sarei felice se li attuassero tutti i giorni in tutte le città. Non è più il tempo dei metodi soft, che non portano a nulla. Chi evade non solo viene meno a un dovere, ma droga il mercato. Lui non paga e altri devono pagare al suo posto, con il risultato che non avranno soldi da spendere e si crea un circolo vizioso». Mauro Antonelli , presidente del Codacons, è molto diretto: «Hanno fatto benissimo a svolgere questi controlli e mi auguro che simili operazioni si ripetano con maggiore frequenza, perché i dati dimostrano che a Como il problema dell’ evasione è ancora molto rilevante. Questa battaglia dev’ essere una priorità, basterebbe recuperare una parte dell’ evasione per salvarci da tutte le manovre finanziarie». «C’ è anche – aggiunge – un problema culturale, perché a lungo nel nostro Paese gli evasori sono stati considerati dei furbi, da imitare o perlomeno da giustificare. Da qualche anno, per fortuna, qualcosa sta cambiando e vediamo degli spot televisivi che finalmente associano l’ immagine dell’ evasore a quella di un parassita». M. Sad. © riproduzione riservata.
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