24 Aprile 2012

25 Aprile, sciopero e boicottaggio

25 Aprile, sciopero e boicottaggio

Promessa mantenuta: sciopero degli addetti del commercio di Milano il 25 Aprile e il Primo maggio. Non solo: i volantini che Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil stanno distribuendo davanti ai punti vendita della grande distribuzione invitano i milanesi a boicottare le aperture. Più in concreto, a evitare di fare shopping nei giorni delle feste laiche comandate. Che ne pensano i consumatori? Le associazioni che li rappresentano sono divise. Il Codacons nazionale per il momento non esprime una posizione. L’ Adiconsum della Lombardia (associazione vicina alla Cisl) non si scandalizza: «Non siamo solo consumatori, prima di tutto siamo persone – sottolinea Angela Alberti, segretario generale regionale -. Le insegne spente sottolineano l’ importanza della festa. E permettono anche a commessi e commesse di onorare la ricorrenza». Agli antipodi si trova Altroconsumo. «Sulla questione delle aperture del 25 Aprile e del Primo maggio il sindacato dimostra una mentalità medioevale – taglia corto Paolo Martinello, a capo dell’ associazione -. Non ha senso pensare di festeggiare imponendo ai negozi di stare chiusi. Le città chiuse sono morte. E le saracinesche abbassate non fanno bene nemmeno ai cortei». La difesa a oltranza di 25 Aprile e Primo maggio mette d’ accordo centrodestra e centrosinistra. «Chi nega il diritto al riposo domenicale con una legge ingiusta compie un atto antidemocratico. Perché esiste un diritto al riposo», ha detto il 10 marzo scorso il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, parlando davanti all’ assemblea delle Acli. Concetto ribadito più volte nelle settimane scorse anche dal cardinale Angelo Scola: «Siamo molto decisi nel dire che prima di sacrificare il riposo domenicale occorre riflettere bene: a noi sembra un errore». Il corteo di domani per la Liberazione partirà da porta Venezia alle 14.30 e seguirà il più classico dei percorsi: corso Venezia, piazza San Babila, corso Vittorio Emanuele. In piazza del Duomo parleranno il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, e il presidente dell’ Anpi, Carlo Smuraglia. Si tratta della manifestazione nazionale per il 25 Aprile, e anche questo deve aver spinto il sindacato a tenere il punto sulla chiusura del commercio a Milano. «Ormai veniamo da quattro mesi di aperture domenicali continue, davvero tenere chiuso per la Liberazione e il Primo maggio non sarebbe un grande sacrificio – auspica Graziella Carneri, segretario generale della Filcams Cgil di Milano -. E non ci si venga a raccontare che i negozi devono tenere aperto perché lo fanno già ristoranti e bar. Quello dei pubblici esercizi è un servizio diverso. La spesa si può anche rimandare di un giorno». Per Luigino Pezzuolo, segretario generale della Fisascat Cisl di Milano, «bisogna tenere fede all’ accordo che abbiamo firmato lo scorso novembre con il mondo del commercio milanese. In base a quell’ intesa il 25 Aprile e il Primo maggio i negozi dovrebbero stare chiusi». Certo, poi a gennaio è arrivato il «liberi tutti» nazionale. E questo ha convinto anche la Coop a tenere aperto il 25 Aprile. Insieme con Esselunga e molte altre catene. In compenso la grande distribuzione delle cooperative in Lombardia domani distribuirà ai clienti il Tricolore. Basterà a convincere i propri commessi a non scioperare? Tutto da vedere. Rita Querzé [email protected] RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 

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