17 Aprile 2012

Concordia, esposto chiede se il radar funzionava

Concordia, esposto chiede se il radar funzionava
Il Codacons si rivolge alla procura ipotizzando problemi agli strumenti
di bordo Intanto Rossi risponde al sindaco del Giglio: «Estenderemo
l’area protetta»

Il Codacons ha presentato ieri
un esposto alla Procura della Repubblica
di Civitavecchia chiedendo
di indagare sul corretto
funzionamento delle strumentazioni
di bordo della Costa
Concordia al momento della
partenza dal porto di Civitavecchia
e sui controlli eseguiti dalla
Capitaneria di Porto del posto.
«Di recente – scrive il Codacons
nell’esposto – sarebbe
emerso che la Frm (scatola nera)
a bordo della Nave Costa
Concordia non funzionasse dalle
15 circa del 9 Gennaio (4 giorni
prima dell’incidente); il radar
di bordo aveva evidenziato dei
problemi nei giorni immediatamente
prima il naufragio». Il Codacons
sotiene che di un possibile
malfunzionamento dei radar
di bordo si parla nella mail
di Fabio Fiorucci, titolare
dell’omonima ditta di manutenzione,
inviata mercoled¿ 11 Gennaio
2012 a Pierfrancesco Ferro
di Costa Crociere, preannunciando
un controllo ai radar in
banda S e in banda X all’arrivo
della nave a Savona, cosa che –
sosteiene sempre il Codacons
«farebbe presumere che qualcuno,
da bordo del Concordia, abbia
in precedenza segnalato dei
malfunzionamenti».
Per questo l’associazione consumatori
chiede alla procura di
accertare se ci fossero avarie o
meno alla strumentazione elettronica
e se eventuali guasti
avrebbero impedito l’autorizzazione
alla partenza della nave
da Civitavecchia, e se vi siano
eventuali responsabilità da parte
del comandante o dell’armatore,
o un’omessa vigilanza della
Capitaneria.
Intanto il presidente della Regione,
Enrico Rossi, rispondendo
alle critiche del sindaco del
Giglio, Sergio Ortelli, sull’ipotesi
di ampliamento del parcomarino,
ha dichiarato che «un’area
marina protetta esiste già, è il
cosiddetto santuario dei cetacei,
che comprende il parco
dell’Arcipelago Toscano.A partire
da questo dato di fatto dobbiamo
continuare a lavorare
perchè la tutela in quest’area
venga estesa e rafforzata, inmodo
da consentire l’adozione di
regole che evitino il ripetersi di
altri disastri, come quello della
Corta Concordia e quello del
cargo Venezia. E questo ricordandosi
sempre di coniugare
sviluppo e ambiente».

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