Milano li vieta, Roma no Il federalismo dei botti
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fonte:
- Corriere della Sera
Milano li vieta, Roma no Il federalismo dei botti
ROMA – San Silvestro è arrivato e, fatalmente, pure sull’ uso di botti, petardi, castagnole, raudi, miccette, mortaretti e trick track, la politica si divide. Il fronte dei sindaci, che fino a ieri sembrava compatto sui divieti, al limitare del 2012 si spacca. Sparare o non sparare dal balcone (non certo con le pistole…) questo è il dilemma. E infatti mica tutti i sindaci hanno firmato l’ ordinanza per dire no: nel centrosinistra, per esempio, Matteo Renzi a Firenze, Luigi de Magistris a Napoli e Virginio Merola a Bologna non hanno fatto come Giuliano Pisapia a Milano, Piero Fassino a Torino, Giorgio Orsoni a Venezia e Michele Emiliano a Bari, optando piuttosto per un semplice appello alla responsabilità dei cittadini. «In un Paese che non riesce a combattere l’ evasione fiscale possiamo fare un’ azione penale per chi accende un petardo a San Silvestro? Questi non sono temi da ordinanze!», ha obiettato Renzi il Rottamatore ieri sulla sua pagina di Facebook. Anche nel centrodestra, però, le posizioni cambiano da una città all’ altra: per evitare il cielo chimico e inquinato di Capodanno, intriso di zolfo, potassio, alluminio, rame e piombo, il sindaco di Palermo Diego Cammarata ha vietato i botti, così come Mario Occhiuto a Cosenza. Invece Demetrio Arena, primo cittadino di Reggio Calabria, pure lui del centrodestra, non ha posto divieti e lo stesso, soprattutto, ha fatto Gianni Alemanno, sindaco della Capitale: «Roma ha sempre tenuto sotto controllo il fenomeno dei botti di Capodanno e non credo che ci siano gli estremi per un’ ordinanza di questo genere – ha risposto ieri Alemanno a domanda precisa -. Sul versante della sicurezza personale non servirebbe e su quello della vita cittadina crediamo che i botti siano un piacere che non può essere sottratto ai romani». Incrociando le dita, mentre polizia e carabinieri continuano a sequestrare tonnellate di botti clandestini un po’ dovunque, s’ allunga la lista dei Comuni dove sparare sarà vietato (nelle ultime ore Aosta, Brindisi, Siena e Pistoia), ma c’ è anche chi sceglie una via di mezzo, come Salvatore Adduce (centrosinistra), sindaco di Matera, che ieri ha invitato i cittadini «a ridurre al minimo l’ uso dei botti, compresi quelli non pericolosi». Insomma, si spari pure ma con giudizio. Certo, non sarà facile colpire i trasgressori – a Bari il sindaco Emiliano mobiliterà vigili con infrarossi per punirli anche penalmente, invitando i cittadini a fotografare chi usa i botti, ma c’ è chi organizza la «disobbedienza» – Torino comunque, per tutelare cani, gatti e persone, ha annunciato multe da 25 a 500 euro e anche a Milano la contravvenzione scatterà (50 euro) perché il sindaco Pisapia, illustrando l’ ordinanza antismog che contiene il divieto di accendere «giochi pirici», ha detto che stanotte esplodere un petardo sarà come «passare col rosso». A Napoli, la capitale dei botti, dove in passato c’ è scappato il morto e adesso incombono minacciosi gli ultimi ritrovati della tecnica clandestina, le bombe ribattezzate «spread» e «Mario Monti», il sindaco de Magistris non poteva certo vietare i fuochi: «È una tradizione che non si può annullare – sospira preoccupato alla vigilia – ma ci sarà tolleranza zero da parte nostra perché dietro i botti illegali c’ è la camorra. Però a Castel dell’ Ovo, alle 2, ci sarà uno spettacolo di fuochi pirotecnici assolutamente legali e sicuri, perciò invito tutti a venire…». La Croce Rossa di Napoli s’ è pure inventata uno slogan per la sua campagna di dissuasione: «A Capodanno festeggia senza di noi, non fare il botto». Per bloccare il pandemonio ormai alle porte, il Codacons – associazione che tutela i consumatori – ha presentato ieri una diffida urgente al Viminale e ai prefetti. Il ministro dell’ Interno Annamaria Cancellieri, insieme al suo collega della Salute Renato Balduzzi, ha diffuso un appello congiunto ai cittadini: «Festeggiamo in allegria l’ arrivo del nuovo anno, ma evitiamo che una festa si trasformi in tragedia. In particolare, i genitori devono vigilare in modo rigoroso e severo sui bambini, in modo che essi siano tenuti lontani dai botti sparati e non raccolgano quelli inesplosi». Parole sante. Fabrizio Caccia [email protected] RIPRODUZIONE RISERVATA.
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