12 Aprile 2012

Alcol & giovani, abuso in crescita Comportamenti a rischio dagli 11 anni

Alcol & giovani, abuso in crescita Comportamenti a rischio dagli 11 anni

DA ROMA PINO CIOCIOLA I gomiti dei nostri ragazzini sono sempre più (pericolosamente) alzati: «Cresce fortemente il consumo di alcol fuori pasto dei giovanissimi, la quota di 14/17enni che consuma alcol fuori pasto passa dal 15,5% del 2011 al 18,8% del 2011», avvisa l’ Istat, nel suo ultimo ‘Rapporto sull’ uso e l’ abuso di alcol in Italia’. Poi, nel complesso, i comportamenti a rischio nel consumo di alcol – cioè il consumo giornaliero non moderato, binge drinking – «riguardano nel nostro Paese 8 milioni e 179mila persone», un numero però che è in discesa, visto che rispetto al 2010 e in termini percentuali l’ abitudine appunto al binge drinking scivola dall’ 8,3 al 7,5%. Anziani e giovani su tutti. I comportamenti comunque a rischio – spiega l’ Istat – sono più diffusi tra gli anziani di 65 anni e più (il 43% degli uomini e il 10,9% delle donne) e i giovani fra 18 e 24 anni (il 22,8% dei ragazzi e l’ 8,4% delle ragazze) e gli adolescenti fra 11 e 17 anni (14,1% di maschi e 8,4% di femmine). Ma sempre più giovanissimi. Tra i ragazzi di 11/15 anni – si legge ancora nel Rapporto – «la quota di chi ha almeno un comportamento a rischio è pari all’ 11,9% e senza differenze di genere evidenti». Un comportamento «grave anche perché pone le basi per possibili consumi non moderati nel corso della vita». Discoteche e concerti. Fra l’ altro, tra «i 18/24enni che frequentano assiduamente le discoteche i comportamenti di consumo di alcol a rischio sono più diffusi (31,9%) rispetto ai coetanei che non vanno in discoteca (7,8%)»: stesse differenze «si riscontrano tra i frequentatori di spettacoli sportivi e concerti». Consumi in calo durante i pasti. Complessivamente invece è «in netto calo il consumo di alcol giornaliero: tra il 2001 e il 2011 la quota di coloro che consumano bevande alcoliche tutti i giorni scende dal 34,8% al 26,7%». Sebbene aumenti la quota di quanti dichiarano di bere alcolici fuori dai pasti: il 27,7% nel 2011, con un aumento rispetto al 24,9% registrato nel 2001. Un cambiamento che è evidentissimo fra le donne: le consumatrici giornaliere passano da 5 milioni 170mila a 3 milioni 840mila, con una variazione negativa del 25,7% (contro il meno 15,1% dei maschi). E sempre tra 2001 e 2011 il numero di donne che consuma bevande alcoliche fuori dai pasti sale però da 3 milioni 330mila a 4 milioni 460mila, mentre il numero di uomini cresce da 8 milioni 880mila a 10 milioni (più 33,9% per le donne e più 13% tra gli uomini). Più occasionalità. Quote crescenti di popolazione, poi – spiega l’ Istat – si caratterizzano per un consumo occasionale e non quotidiano di bevande alcoliche. Confrontando infatti il 2001 e il 2011, l’ incremento più evidente è fra gli adulti di 45-64 anni e gli anziani di 65 anni e più. Fermo restando che i nuovi modelli di consumo sono più pronunciati tra gli adulti fino a 44 anni, soprattutto donne, e tra i giovani di 14-24 anni. Cambiano anche le bevande. Sta infine anche cambiando il tipo di bevande consumate: «Diminuisce la quota di chi consuma solo vino e birra e rimane invariata quella di chi consuma anche aperitivi alcolici, amari e superalcolici». «Dati confortanti». Secondo il vicepresidente dell”Osservatorio permanente sui giovani e l’ alcol’, Michele Contel, «è confortante constatare come i consumi quotidiani da parte degli italiani siano in riduzione in tutte le fasce di età, a dimostrazione del fatto che bere viene associato a un’ abitudine sempre più meditata e sempre meno ‘automatica’». «Avvertenze sulle bottiglie». Ma il Codacons legge ben diversamente i dati Istat e chiede «provvedimenti urgenti per fronteggiare i rischi connessi». Ad esempio «è necessario apporre etichette su bottiglie di birra, vino e alcolici in genere, per informare sulla pericolosità dell’ alcol e gli effetti negativi per la salute, al pari di quanto avviene per le sigarette». © RIPRODUZIONE RISERVATA T

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