Schettino rimane agli arresti domiciliari
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fonte:
- il Tirreno
La Corte di cassazione respinge i ricorsi di accusa e difesa, attesa per le motivazioni.
ROMA Né con la Procura, né con Schettino. La Corte di Cassazione non ha ripristinato il carcere e non ha concesso la libertà completa: il comandante di Costa Concordia indagato per omicidio colposo plurimo e abbandono rimane agli arresti domiciliari a Meta di Sorrento. La decisione della quarta sezione penale presieduta da Pietro Antonio Sirena è arrivata poco dopo le 20, al termine della camera di consiglio iniziata verso le 15. La decisione accoglie quanto sostenuto dal sostituto procuratore generale della Cassazione, Vincenzo Geraci. Questi aveva chiesto alla Suprema corte che venissero respinti entrambi i ricorsi: sia quello della Procura che chiedeva il ritorno in carcere del comandante di Costa Concordia, sia quello di Bruno Leporatti che chiedeva la cessazione di ogni misura per il suo assistito, dal 17 gennaio agli arresti domiciliari. Come la Procura generale, anche i giudici di Cassazione hanno dunque ritenuto pienamente valida l’ ordinanza del Tribunale del riesame che al termine dell’ udienza del 6 febbraio aveva, a sua volta, accolto la decisione del gip Valeria Montesarchio: il giudice grossetano non aveva convalidato il fermo ma aveva messo Francesco Schettino ai domiciliari a Meta di Sorrento ravvisando il pericolo di reiterazione del reato. L’ udienza ha porte chiuse è durata due ore e mezza. La prima parte è stata dedicata all’ esame del ricorso presentato da Codacons, che aveva chiesto il ripristino del carcere per il comandante: tale ricorso è stato dichiarato inammissibile, come avevano chiesto sia la Procura generale sia la difesa. Quando saranno depositate le motivazioni, sarà possibile conoscere i motivi per i quali quest’ ultimo ricorso è stato bollato come inammissibile. «Preferisco aspettare e leggere le motivazioni. Comunque è stata riconosciuta la validità dell’ impianto accusatorio – ha commentato il procuratore capo Francesco Verusio – Di certo sarebbe stato assurdo metterlo fuori». Da parte sua, l’ avvocato Leporatti aveva dichiarato che Schettino (non presente all’ udienza) nutriva la massima fiducia e rispetto dei giudici e attendeva «con serenità la decisione della Suprema corte». Intanto il calendario scorre e per Schettino si avvicina comunque il momento della conclusione delle misura cautelare: il termine dei sei mesi scadono a metà luglio.(p.s.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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