Schettino non torna in libertà Verusio: «Sarebbe assurdo»
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fonte:
- La Nazione
La Cassazione respinge i ricorsi di Procura e difesa.
di CRISTINA RUFINI L’ ENNESIMO braccio di ferro tra Procura di Grosseto e avvocato difensore del comandante Francesco Schettino è finito in parità. O se vogliamo entrambe le parti sconfitte. A tutto vantaggio di quella decisione del giudice per le indagini preliminari, Valeria Montesarchio, che il 17 gennaio scorso ha disposto gli arresti domiciliari per il capitano di Meta di Sorrento. Decisione che ieri è stata ritenuta opportuna anche dai giudici della Quarta sezione penale della Corte di Cassazione. Respinti, infatti, i ricorsi presentati dai pubblici ministeri grossetani e quello del legale che assiste Schettino, l’ avvocato Bruno Leporatti, presentati dopo che anche il Tribunale del Riesame di Firenze aveva confermato i domiciliari. Del resto anche lo stesso sostituto procuratore generale Vincenzo Gerace, ieri ha chiesto ai giudici capitolini di respingere entrambi i ricorsi. Probabilmente, ma è soltanto un’ ipotesi al momento, in attesa di leggere le motivazioni della decisione della Corte Suprema, è possibile che i giudici della Quarta sezione abbiano considerato l’ eventuale «inquinamento probatorio». Anche se la motivazione del gip Montesarchio era fondata principalmente sulla possibile reiterazione del reato. CAUTO il commento a caldo del procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio. «Preferisco aspettare e leggere le motivazioni. Comunque è stata riconosciuta ? ha sottolineato Verusio ? la validità dell’ impianto accusatorio. Di certo sarebbe stato assurdo metterlo fuori». E così quel breve assaggio di libertà che Schettino ha assaporato il giorno di Pasqua ? quando gli è stato concesso di uscire dalla sua abitazione per raggiungere quella della sorella che dista, in realtà, alcune centinaia di metri dalla sua ? per ora rimarrà un ricordo. Non è stato il preludio al ritorno alla condizione di uomo libero. «IL MIO assistito ? ha detto ieri il suo avvocato Leporatti ? sa che ogni decisione della Suprema corte è rispettabile e va rispettata». E al momento che è venuto a a conoscenza della decisione dei giudici capitolini se n’ è andato senza rilasciare dichiarazioni. L’ udienza davanti alla Quarta sezione penale si è tenuta ieri mattina. Più di tre ore di discussione, nel corso della quale il sostituto procuratore generale Gerace ha illustrato le ragioni per cui era necesario rigettare entrambi i ricorsi presentati e mantenere la misura cautelare degli arresti domiciliari. Mentre l’ avvocato difensore Bruno Leporatti ha cercato di convincere i giudici che non ci sono più le basi per mantenere la misura cautelare. Le toghe romane si sono riunite in Camera di consiglio alle 15 e ne sono uscite poco dopo le 20. Schettino è accusato di omicidio colposo plurimo, naufragio, abbandono della nave e deturpamento dell’ ambiente. All’ inizio dell’ udienza era stata rifiutata la costituzione del Codacons.
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