Schettino, l’ ultimo round per la libertà
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fonte:
- il Tirreno
di Pierluigi Sposato wGROSSETO Terzo round del confronto tra accusa e difesa sulla detenzione di Francesco Schettino. Oggi il caso del comandante di Costa Concordia è davanti alla Corte di Cassazione: Schettino deve stare in carcere, come chiede la Procura, o può addirittura tornare in libertà, come sollecita la difesa? Doppio ricorso Pm e avvocato sono ricorsi alla Cassazione, per motivi opposti, al termine dell’ iter iniziato il 17 gennaio, quando il gip Valeria Montesarchio non convalidò il fermo operato dalla Procura la sera del 14 gennaio, applicando comunque gli arresti domiciliari a Meta di Sorrento per la possibile reiterazione del reato. Una misura che non aveva lasciato soddisfatto il pool del procuratore capo Francesco Verusio, che era ricorso al Tribunale del riesame chiedendo il ripristino del carcere (Schettino era rimasto dentro per tre giorni), e che aveva indotto l’ avvocato Bruno Leporatti a fare altrettanto, lamentando come eccessiva la misura dei domiciliari, dal momento che Costa Crociere aveva nel frattempo sospeso il comandante. Il pericolo di reiterazione L’ 8 febbraio, i giudici fiorentini avevano confermato la decisione del gip. Sulle prime, la Procura si era detta soddisfatta perché aveva notato la conferma della «sussistenza delle esigenze cautelari»; la difesa aveva fatto altrettanto sottolineando l’ indipendenza dei giudici «dalle suggestioni mediatiche». Ma una settimana dopo, conosciuto il contenuto dell’ ordinanza, la Procura aveva deciso di presentare ricorso. Secondo il riesame, sono inutilizzabili le intercettazioni delle conversazioni nella sala di attesa della caserma di Orbetello («voglio cambiar vita, non voglio più comandare una nave»): intercettazioni sulle quali invece il pool punta molto perché indice della possibilità di fuga e dalla volontà di sottrarsi al mega risarcimento. Una fuga invece inesistente secondo il Tribunale fiorentino («fu solo uno sfogo estemporaneo», «il risarcimento è garantito dal patrimonio dell’ indagato e dall’ assicurazione della compagnia»). Confermati comunque i domiciliari perché la reiterazione potrebbe avvenire anche al di fuori dell’ ambito strettamente navale. L’ opposizione della difesa Di conseguenza, anche la difesa ha deciso di rivolgersi alla Cassazione, in una sorta di bilanciamento delle posizioni, così che i giudici della suprema corte possano decidere sulla base delle motivazioni opposte. Nel terzo grado di giudizio si è inserito anche il Codacons: l’ associazione ha presentato anch’ essa ricorso in Cassazione, “in aiuto” della Procura, chiedendo il carcere per il comandante ravvisando il pericolo di inquinamento delle prove. Oggi i giudici dovranno valutare l’ ammissibilità dl questo ricorso. Le posizioni dei magistrati di via Monterosa saranno sostenute dal procuratore generale della Cassazione. La decisione, eventualmente, dovrà poi tornare davanti ai giudici di appello. La poltrona di Schettino La polizia di stato, con i sub, ha effettuato varie immersioni nello scafo semiaffondato, dove anche nei giorni di festa sono state compiute operazioni di ricerca dei due cadaveri ancora mancanti all’ appello e di bonifica. La squadra ha perlustrato vari ambienti, tra cui anche quello dove c’ è ancora la poltrona nera di Schettino: è obliqua come si vede nella foto, obliqua come il piano del ponte di comando. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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