6 Aprile 2012

La scatola nera si fermò alle 23,36

La scatola nera si fermò alle 23,36

Grosseto La scatola nera della Costa Concordia smise di funzionare alle 23,36 del 13 gennaio, circa due ore dopo l’ impatto contro gli scogli dell’ Isola del Giglio. Il guasto è in linea con l’ autonomia energetica di cui l’ apparato è dotato in caso di blackout elettrico. E’ quanto emerge dall’ esame del Voyage data recorder (Vdr) della Concordia. Da quest’ ora in poi non furono più registrate le condizioni della nave. Alle 23,36 era ancora in corso l’ evacuazione dei passeggeri. Inoltre, secondo quanto si apprende, nelle operazioni dell’ altro ieri a La Spezia, a causa di “bad blocks”, celle informatiche danneggiate, non sarebbe stato possibile decrittare la memoria della capsula Frm che contiene una memoria aggiuntiva di quattro Gigabyte rispetto a quella generale del Voyage data recorder (Vdr). I tecnici informatici della società tedesca titolare del software stanno tentando di superare questo blocco. Tuttavia gli stessi dati dovrebbero essere stati registrati anche in backup dal sistema generale del Vdr, e quindi sono integri, e “leggibili”, con il resto delle registrazioni. Infine è emerso che le copie forensi delle memorie digitali e depositate presso il gip del tribunale di Grosseto, saranno rese disponibili ai consulenti dopo che i periti del gip avranno presentato una pre-relazione. Il Codacons ha reso noto ieri sera che un guasto avrebbe interessato la scatola nera della Costa Concordia alle 15 del 9 gennaio, quattro giorni prima del naufragio all’ Isola del Giglio.

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