6 Aprile 2012

Il taglio agli acquisti investe anche i generi di prima necessità come il cibo

Il taglio agli acquisti investe anche i generi di prima necessità come il cibo

La crisi ha colpito duramente anche i risparmi degli italiani che nel 2011 hanno ridotto la loro propensione a “mettere da parte” qualche euro, raggiungendo il livello più basso dal 1995. I risparmi sono stati evidentemente “intaccati”per far fronte agli aumenti dei prezzi, ai problemi di lavoro, alla contrazione dei redditi. I dati che emergono dal rapporto Istat su “Reddito e risparmio delle famiglie” rivelano che, nella media del 2011, la riduzione del tasso di risparmio è dovuta a una minor crescita del reddito disponibile, aumentato solo del 2,1 % rispetto all’ aumento di spesa pari al 2,9%. Nel 2011 gli investimenti fissi lordi delle famiglie sono aumentati dell’ 1,5% e il tasso di investimento si e’ attestato al 10%, come l’ anno precedente. I dati confermano che il potere d’ acquisto delle famiglie è calato dello 0,5%, dal momento che i redditi sono cresciuti meno dell’ inflazione. Intanto i consumi continuano a frenare. L’ indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) segnala a febbraio una riduzione dello 0,9% in termini ten Per alcuni i dati pubblicati ieri dall’ Istat sono una sorpresa. Sono gli stessi che di economia scrivono e che oggi governano il Paese. Per altri l’ economia è quella domestica. Dei conti fatti la sera sul tavolo della cucina, quando i figli sono a letto. Su quella tovaglia di plastica a quadrati rossi e blu che si dovrebbe cambiare, ma che non si può perchè anche quella del mercato costa. I conti non tornano più. Sono anni che ogni mese si decide di tagliare qualcosa, eppure non tornano. Non si esce più neanche per la pizza. I vestiti anche quelli dei cinesi al mercato si possono comprare solo per i figli. Perché loro crescono. Le scarpe sembrano aver fatto la denziali e dell’ 1,0% rispetto a gennaio. «I dati di febbraio, spiega Confcommercio – pur inserendosi in un contesto di accentuata debolezza della domanda per consumi, vanno letti con particolare attenzione per la presenza di alcuni elementi anomali, che possono averne condizionato l’ andamento (un giorno in più ed eventi atmosferici eccezionali). Il dato destagionalizzato ha portato ad un consolidamento della tendenza al ridimensionamento della domanda per consumi delle famiglie, misurata in termini di media mobile a tre mesi, tornata sui livelli minimi della primavera del 2009» Secondo Confcommercio comunque, la riduzione dei consumi si inserisce in un contesto congiunturale sostanzialmente recessivo che non sembra aver ancora raggiunto il punto più basso» «Ormai non si può neanche più parlare di propensione al risparmio, ma solo di propensione» è il commento unanime dei presidenti di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, e di Adusbef, Elio Lannutti, che sottolineano: «La stangata sulle famiglie per il prossimo anno sarà di 1.979 euro». Per l’ ener gia le famiglie subiranno un aumento rispetto al 2011 di 982 euro, a cui si aggiunge la stangata per l’ aumento della tassazione pari a 997 euro annui. Il totale sarà di 1.979 euro a cui si somma il rialzo dei prezzi. La situazione per le famiglie sta diventando insostenibile vista la caduta del potere di acquisto delle famiglie di oltre il 5,8% che si aggiunge a quella del 4% nel periodo 2008 2009 attestata da Bankitalia. Federconsumatori e Adusbef chiedono al governo di avviare misure per risollevare il potere di acquisto delle famiglie e per rilanciare gli investimenti per lo sviluppo tecnologico e la ricerca. «Oltre, ovviamente, ad un tassativo ripensamento sull’ aumento dell’ Iva a settembre» concludono. Il Codacons aggiunge al tri numeri e sul calo dei redditi delle famiglie, registrato dall’ Istat dice: «E’ come se una famiglia di 3 persone avesse avuto una perdita equivalente a 172 euro (186 euro per una famiglia di 4 persone). Una specie di tassa invisibile da aggiungersi alle tasse vere. Il Codacons ribadisce che i dati Istat, «per quanto gravi, sono in realtà falsati. I pensionati, e non solo quelli al minimo, così come le famiglie che sono a rischio di povertà relativa, hanno avuto in questi.
 
 

 

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