“Punto nascita”, per il Tar dev’ essere riaperto
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fonte:
- Giornale di Sicilia
Per il Tar di Palermo il punto nascita dell’ ospedale dovrà essere riaperto. Soddisfazione è stata espressa dalla popolazione eoliana (soprattutto dalle partorienti costretti fino ad ora a dover recarsi a Milazzo, Patti, Messina o Taomina come è accaduto l’ altro giorno alla moglie del capo gruppo del Pd Giacomo Biviano che ha dato alla luce la piccola Giada). La giunta Bruno, il consiglio comunale guidato da Pino Longo, la commissione speciale sanità presieduta da Giacomo Biviano, il comitato “Voglio Nascere” alle Eolie diretto da Saverio Merlino, in questi mesi, tanto si sono adoperati per sollecitare l’ assessore regionale alla salute Massimo Russo per far riparire il punto nascita dell’ ospedale, vista la spcieficità delle Eolie. Non è stata nemmeno sufficiente la tragedia che ha colpito una partoriente di 29 anni che all’ ottavo mese di gravidanza si è recata in ospedale e poco dopo dopo ha perso il bimbo. L’ ultima chance è stato il ricorso al tar fatto presentare all’ avvocato Antonio Saitta e i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso. L’ assesosre Russo però è pronto a fare ricorso al Cga (consiglio di giustizia amministrativa) e quindi la “querelle” è destinata a continuare. Anche il Codacons Messina ha espresso soddisfazione per la sentenza con cui il tar ha ha accolto il ricorso presentato dal Comune. L’ associazione aveva già iniziato dall’ otto marzo u.s. la raccolta di firme tra i cittadini per intervenire a sostegno del ricorso del Comune per salvare l’ Ospedale dell’ isola. “La decisione del tar intervenuta con sentenza breve subito dopo l’ udienza fissata per la sospensiva ha confermato l’ evidente illegittimità del decreto Russo nella parte in cui non manteneva il punto nascita a Lipari – osserva l’ avvocato Antonio Cardile, presidente del Codacons – occorre tuttavia precisare che la battaglia per mantenere definitivamente il punto nascita a Lipari non è finita atteso che occorrerà agire in sede di redazione del piano nazionale isole minori affinché il ministero della salute confermi il punto nascita, non depotenzi l’ ospedale ed offra ai cittadini gli ulteriori servizi essenziali. “Stiamo anche predisponendo – aggiunge l’ avvocato Paolo Intilisano – una class action nei confronti dell’ Asp 5 al fine di garantire i servizi sanitari sull’ isola previsti nella Carta dei Servizi e nel Piano Sanitario Regionale, quali per esempio dialisi e cure chemioterapiche”. (*BL*)
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