Sanità, esame Pet-Tac pagato privatamente? «Ora rimborsi la Regione»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
LECCE – Importante sentenza del Giudice di Pace di Lecce che ha obbligato la Regione a rimborsare le spese sostenute da alcuni pazienti per effettuare esami diagnostici con la Pet dello studio Calabrese, anche se non è ancora convenzionata. La sentenza è stata depositata ieri dal giudice leccese Luigi Piro e riguarda il caso di cinque malati oncologici che nei primi mesi dell’ anno scorso si erano sottoposti agli esami diagnostici del Centro radiologico di Cavallino e avevano pagato la prestazione di tasca propria. Solo successivamente i pazienti, assistiti dall’ avvocato Massimo Todisco, del Codacons, avevano chiesto il rimborso alla Asl di Lecce, che aveva puntato i piedi. «In fase dibattimentale la Asl ha sostenuto che in assenza di convenzione con la struttura diagnostica locale – spiega Todisco – i pazienti avrebbero dovuto rivolgersi all’ ospedale Perrino di Brindisi, la più vicina struttura sanitaria dotata di Pet». «L’ esame Pet è fondamentale per diagnosticare le formazioni tumorali, per monitorarne gli sviluppi e per delineare la terapia più appropriata – premette il legale dell’ associazione dei consumatori – E quando la Asl ha sostenuto che i pazienti avrebbero dovuto servirsi della Pet di Brindisi, noi abbiamo fatto presente al giudice che il regolamento regionale parla di “fabbisogno territoriale” di Pet, proporzionale al numero di residenti. E stando a queste “regole”, nella provincia di Lecce servirebbero 2 Pet, una privata in convenzione e una pubblica. Invece la Asl di Lecce ancora non dispone di alcuna Pet». Ma c’ è di più. «Bisognava fare i conti con i tempi brevissimi e con l’ evoluzione dei tumori che è molto rapida – aggiunge Todisco – Quindi abbiamo fatto presente al giudice che il Perrino di Brindisi è già in arretrato con le prestazioni del suo territorio. Se i nostri pazienti si fossero rivolti a Brindisi i tempi si sarebbero allungati e i danni sanitari sarebbero stati maggiori». E’ utile ricordare che la Pet-Tac di Calabrese è ancora in attesa di convenzionamento e che molti altri pazienti stanno seguendo il percorso tracciato dai legali del Codacons e dal Giudice di Pace leccese. «Abbiamo iniziato a difendere solo i primi 5 pazienti per non superare la competenza del giudice di pace che è di 5000 euro – ha spiegato Todisco – Purtroppo abbiamo ancora una “fila” di altri 50 pazienti che hanno scelto di affettuare l’ esame a pagamento e che quindi sono decisi a chiedere il rimborso. Alcuni processi sono già in corso». Adesso la Regione ha 30 giorni di tempo per appellarsi. [ce.m.]
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