5 Aprile 2012

COSTA CONCORDIA : CLAMOROSA SCOPERTA DEI PERITI. LA SCATOLA NERA DELLA NAVE AVREBBE SMESSO DI FUNZIONARE INTORNO ALLE ORE 15 DEL 9 GENNAIO, OSSIA 4 GIORNI PRIMA DEL DISASTRO!!

COSTA CONCORDIA : CLAMOROSA SCOPERTA DEI PERITI. LA SCATOLA NERA DELLA
NAVE AVREBBE SMESSO DI FUNZIONARE INTORNO ALLE ORE 15 DEL 9 GENNAIO,
OSSIA 4 GIORNI PRIMA DEL DISASTRO!!

SOLO GRAZIE ALLA COPIA SUL SISTEMA DI BACKUP, I CUI DATI SONO RIMASTI
FORTUNOSAMENTE INTEGRI, I PERITI DEL GIUDICE POTRANNO CAPIRE COSA E’
SUCCESSO VERAMENTE QUELLA NOTTE. MA TUTTO SI FERMA ALLE 23,36  DEL 13
GENNAIO MENTRE ANCORA ERANO IN CORSO LE OPERAZIONI DI EVACUAZIONE

COME HA POTUTO LA CAPITANERIA DI PORTO DI CIVITAVECCHIA CONSENTIRE ALLA
NAVE DI PARTIRE SENZA LA STRUMENTAZIONE PREVISTA DALLA NORMATIVA
INTERNAZIONALE PERFETTAMENTE FUNZIONANTE?

Prime inquietanti indiscrezioni emergono dalle operazioni peritali sulla scatola nera della Costa Concordia, alle quali partecipano anche i consulenti nominati dal Codacons.
Contrariamente a quanto apparso oggi sulla stampa, sulla base dei primissimi risultati emersi a seguito dell’ apertura della scatola nera, avvenuta ieri a La Spezia, sembrerebbe che l’ apparecchio sia risultato  non funzionante a partire dalle ore 15 circa del 9 gennaio 2012, ossia ben 4 giorni prima del naufragio.
E si scopre che del malfunzionamento delle apparecchiature erano informati tutti me nessuno si preoccupava più di tanto. Si legge infatti in una nota inviata da Costa Crociere alla ditta Fiorucci, responsabile della manutenzione tecnica:
“Buongiorno, per l’ennesima volta il VDR del Concordia è andato nuovamente in fault per il solito problema sul HD. La situazione ora sta diventando veramente insostenibile e non è pensabile continuare a fare service su service spendendo così tanti soldi senza ottenere un risultato”.
A tale comunicazione la Fiorucci risponde:
“…dalla verifica effettuata confermiamo che il problema non è relativo all’HDD della replay station come nelle altre occasioni ma si tratta della capsula (FRM). Ci stiamo organizzando per intervenire su Civitavecchia o al più tardi su Savona”.
A Savona, tuttavia, la nave non è mai arrivata. Tutti questi gravissimi elementi aggravano le responsabilità della Costa Crociere e della Carnival e saranno depositati a Miami dove è in corso l’azione di gruppo avviata dal Codacons, alla quale possono ancora aderire i naufraghi della Concordia.
Se dovesse essere confermata ufficialmente il non funzionamento della scatola nera, i periti nominati dal Gip di Grosseto potranno capire cosa è  successo realmente durante il naufragio del Giglio, utilizzando una copia dei dati della scatola nera memorizzati sul sistema di backup, rimasto integro solo grazie al fatto che si trovava sulla parte sinistra della plancia di comando che non è finita sott’acqua dopo il naufragio. Tuttavia tale copia contiene dati fino alle ore 23:36 del 13 gennaio, e le informazioni si fermano al momento in cui era ancora in corso l’ evacuazione della nave.
“Se, dopo i dovuti accertamenti, la scatola nera dovesse risultare realmente fuori uso a partire dal 9 gennaio, andrebbero verificate le responsabilità delle autorità  marittime. Ossia – spiega il Presidente Carlo Rienzi – bisognerà  capire attraverso un esposto in Procura come abbia potuto la Capitaneria di Porto di Civitavecchia (e degli altri porti presso i quali la nave ha sostato nei tre giorni precedenti il naufragio)  consentire la partenza di una nave da crociera sprovvista della strumentazione perfettamente funzionante”.

6 APRILE 2012 da Repubblica.it – Intervista a Carlo Rienzi, presidente Codacons

Giglio: ‘La scatola nera della Concordia era rotta”

Il numero uno di Codacons, Rienzi, spiega: “Incredibile ma vero, la scatola nera non funzionava: fortunatamente ha retto il sistema di backup, rimasto integro solo grazie al fatto che si trovava sulla parte sinistra della plancia di comando, che non è finita sott’acqua”

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