4 Aprile 2012

Petrolio in calo, ma carburanti sempre più su

Petrolio in calo, ma carburanti sempre più su

Roma. Pasqua all’ insegna dei rialzi per la benzina. La corsa della verde non conosce sosta, infrangendo record su record e arrivando, nonostante i ripetuti cali dei prezzi internazionali che si sono susseguiti nei giorni scorsi, alla nuova media nazionale di 1,908 euro. A portare il costo della benzina al nuovo massimo storico è stata, secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, l’ Ip, ma a salire fino alla soglia di 1,9 euro è anche l’ Eni, market leader i cui movimenti sono solitamente seguiti a breve anche dalle altre compagnie. Dopo giorni di sostanziale calma, i rialzi sono stati generalizzati: a mettere mano ai listini della verde sono state infatti anche Shell, che ha portato i prezzi a 1,903 euro, ed Esso, che resiste però sotto il tetto di 1,9 a 1,898 euro. Il gasolio resta invece fermo a 1,795 euro. Tutti aumenti con cui gli automobilisti si troveranno a fare i conti nel weekend di Pasqua. Facendo il pieno, calcola il Codacons, le famiglie in viaggio si ritroveranno a pagare ben 17,5 euro in più rispetto all’ anno scorso, con un rincaro del 23%: «Livelli insostenibili che stanno modificando le abitudini degli italiani» visto che il numero di chi si metterà in viaggio in auto durante le feste pasquali e nei prossimi ponti, «subirà – afferma l’ associazione dei consumatori – un drastico calo fino al 20%». A non nascondere la preoccupazione è anche la Coldiretti, secondo la quale ormai il costo del pieno per un’ auto di media cilindrata, pari a 95 euro, supera il conto della spesa per il pranzo di Pasqua. Il fronte anti-rincari è però quanto mai trasversale e coinvolge anche i gestori della Fegica che denunciano il «comportamento deplorevole dell’ Eni». Mentre la benzina si avvicina a grandi passi ai 2 euro al litro, la compagnia leader del mercato, affermano, prima aumenta i prezzi e poi «investe decine e decine di milioni di euro per pubblicizzare gli sconti. Che altro deve accadere – si chiede l’ associazione della Cisl – perché i ministri dell’ Economia e dello Sviluppo Economico intervengano?».

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