2 Aprile 2012

>ANSA-BOX/ GUASTO CENTRO PROCREAZIONE:DONNA,COME AVESSI ABORTITO

>ANSA-BOX/ GUASTO CENTRO PROCREAZIONE:DONNA,COME AVESSI ABORTITO
SOTTO SHOCK, ‘HANNO DISTRUTTO VITE, QUESTO E’ OMICIDIO COLPOSO’

ROMA
(di Domenico Palesse) (ANSA) – ROMA, 2 APR – E’ ancora sotto shock. Quando le hanno detto che gli embrioni, ovvero i suoi figli, erano andati distrutti si è vista cadere il mondo addosso. Perché voleva dare a suo figlio, anche lui nato ‘in provetta’, una sorellina. E per questo, nonostante avesse partorito a settembre, si era subito sottoposta nuovamente all’iter per la seconda gravidanza. Ma oggi, dopo l’incidente aL Centro del San Filippo Neri, è terrorizzata alla sola idea di intraprendere nuovamente le cure per regalare al suo piccolo una sorellina. “Sono state distrutte delle vite – puntualizza la donna, 31 anni, di Roma che vuole mantenere l’anonimato – Per me quello che è accaduto è omicidio colposo. Oggi mi sento come se avessi abortito. E’ definitivamente sfumata la possibilità di sentirmi realizzata come mamma”. La sola idea della trafila di cure, analisi e stanze di ospedale la terrorizza. “Ricordo ancora oggi quanto soffrii quando mi prelevarono gli ovuli – racconta – Un dolore indescrivibile che oggi sinceramente non mi sento più in grado di sopportare”. Quello che è accaduto al centro di procreazione assistita ha spento il sogno di avere un altro figlio, “magari una sorellina per il piccolo”. “Io e mio marito abbiamo iniziato questo duro percorso nel 2006, quando eravamo piuttosto giovani e abbiamo scoperto di essere sterili – ricorda – Siamo stati in cura per un anno e mezzo all’Umberto I, ma poi andammo via e ci rivolgemmo al Gemelli dove però non procedono in questo tipo di trattamenti. Alla fine ci indirizzarono verso il San Filippo Neri. Dal gennaio 2008 cominciammo una serie di cure ed analisi che ci hanno sfiancato a livello fisico e provato anche a livello economico”. Parte degli ovuli vennero congelati ed altri fecondati. Qualche tempo dopo cominciò l’inseminazione che inizialmente non porto i risultati sperati. “Purtroppo la prima volta andò male – dice la donna – al secondo tentativo però rimasi incinta. Fu una delle sensazioni più belle della mia vita. Dopo la nascita di mio figlio, a settembre, abbiamo subito pensato di utilizzare i due embrioni restanti. I primi di marzo ci avevano dato appuntamento per le prime visite. Poi sabato tutto è finito”. La donna non nasconde la sua malinconia, la sua tristezza. “Sono davvero scoraggiata – sottolinea – sinceramente ora come ora non credo che mi sottoporrò ad ulteriori cure e prelievi di ovuli. Mercoledì siamo stati convocati al San Filippo per parlare con i medici. Ci aspettiamo le loro scuse, ma nulla potrà cancellare quello che è accaduto”. La coppia si è rivolta al Codacons, per chiedere un risarcimento all’ospedale. “In un certo senso ci dispiace anche – afferma – Siamo sempre stati trattati benissimo, con tante cure ed affetto. Ma quello che è successo è imperdonabile, non possiamo soprassedere. Sono state distrutte delle vite, questo si chiama omicidio colposo. D’ora in poi non lascerò perdere questa causa per nessun motivo al mondo. Sono pronta ad una lunga battaglia. Nulla però potrà mai darmi indietro la speranza di avere un altro figlio”.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this