Embrioni distrutti/ Il ministro Balduzzi annuncia un’ispezione
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- Affari Italiani
E’ prevista per domani un’ispezione del Centro Nazionale Trapianti al San Filippo Neri di Roma, dove sono andati distrutti 94 embrioni dopo un guasto all’impianto di crioconservazione. Lo ha confermato il ministro della Salute Renato Balduzzi. “Domani ci sara’ un’ispezione promossa dal Centro Nazionale Trapianti – ha spiegato – con ispettrici di grande qualita’ anche a livello internazionale, per capire cosa e’ realmente successo e, alla luce di questo, poter valutare il percorso che e’ stato fatto su questa grave vicenda. Conto di avere una relazione – ha detto ancora il ministro – per capire effettivamente cosa e’ successo e per accertare se tutte le procedure sono state rispettate. Intorno alle biobanche c’e’ una giusta attenzione da parte dell’opinione pubblica”.
L’INCHIESTA – La procura di Roma ha aperto un’inchiesta per gli embrioni distrutti al San Filippo Neri a causa di un guasto all’impianto di congelamento. Il fascicolo e’, al momento, rubricato come ‘atti relativi’. Il procuratore aggiunto Leonardi Frisani, coordinatore del ‘pool’ di pm che si occupano di ‘colpe professionali’, fara’ in giornata il punto della situazione con il procuratore capo Giuseppe Pignatone. I magistrati dovranno valutare, al di la’ dei risarcimenti dei danni che verranno richiesti in sede civile, se in questa vicenda sia configurabile o meno una ipotesi di reato. Sara’ il pm Antonio Calaresu a occuparsi del caso e a studiare eventuali precedenti giurisprudenziali. Agli atti del procedimento ci sono soltanto l’esposto presentato da Domenico Alessio, direttore generale dell’ospedale, con copia del contratto che lega l’azienda ospedaliera alla societa’ Air Liquide Sanita’ Service (la ditta che ha la responsabilita’ di gestione e di manutenzione dell’impianto) e alcune foto del centro di procreazione assistita. Ma il primo passo che la procura dovra’ fare sara’ l’individuazione di un reato, che al momento non pare sussistere. “E’ difficile, ad esempio, ipotizzare l’interruzione di pubblico servizio perche’ non c’e’ il dolo – spiegano a piazzale Clodio -. Verificheremo se in questa vicenda possa ravvisarsi una violazione delle normative ospedaliere al fine di configurare, eventualmente, un’ipotesi contravvenzionale punibile con il pagamento di un’ammenda”. Stando a una prima ricostruzione dei fatti, ancora tutta da accertare, il danno al centro di procreazione sarebbe avvenuto a seguito di una dispersione dell’azoto liquido, rabboccato nei giorni scorsi da un addetto della ditta.
PROCURA ROMA, NON CI SONO REATI – Non sono ipotizzabili reati nella vicenda legata al guasto avvenuto nel centro di procreazione assistita del San Filippo Neri. E’ quanto emerge in procura sulla base di una prima, sommaria, valutazione dei fatti. Al di la’ delle richieste di risarcimento dei danni che saranno prese in esame dal giudice civile, a livello penale gli inquirenti ritengono che non siano configurabili elementi rilevanti, tanto da avere aperto un fascicolo in ‘atti relativi’, cioe’ senza ipotesi di reato e senza indagati, contenente la denuncia presentata dal direttore generale dell’azienda ospedaliera. La stessa ipotesi di interruzione di pubblico servizio non e’ stata presa in considerazione da chi indaga perche’ manca il dolo. “Al massimo, si potrebbe individuare una qualche violazione di normativa ospedaliera e quindi formulare, poi, un’ipotesi di contravvenzione sanzionabile con il pagamento di un’ammenda”, ragionano a piazzale Clodio. In ogni caso sara’ il pm Antonio Calaresu, cui il procuratore Giuseppe Pignatone e l’aggiunto Leonardo Frisani hanno assegnato il fascicolo, a studiare le carte per capire se esista, su questo argomento, un precedente giurisprudenziale. Altrimenti, in assenza di reati, il fascicolo sara’ destinato a finire in archivio.
CODACONS, RISARCIMENTI FINO A UN MILIONE – “Occorrera’ capire caso per caso la gravita’ della situazione ma le richieste risarcitorie da parte delle coppie danneggiate dall’incidente al Centro di procreazione medicalmente assistita dell’ospedale San Filippo Neri di Roma potrebbero arrivare anche a un milione di euro”. Lo afferma Carlo Rienzi, presidente del Codacons. “Non si puo’ stabilire a priori – sottolinea – ma si valutera’ caso per caso. Bisognera’ fare delle valutazioni medico-psicologiche, capire quali possibilita’ ha ogni singola coppia di avere ancora figli”. Il presidente dell’Associazione dei consumatori fa l’esempio di una donna di 41 anni che rischia di non poter piu’ avere figli: “E’ un caso emblematico e se vero, si chiedera’ un risarcimento milionario”. Al momento sono quattro le coppie che si sono rivolte al Codacons.
GIORLANDINO,TECNICA CONGELAMENTO RESTA VALIDA – “L’incidente al San Filippo Neri, presso il centro di fecondazione assistita, rimane inaccettabile e ora si dovra’ far luce sull’accaduto. Ma bisogna anche sottolineare l’importanza del congelamento degli embrioni che tutela la salute della donna e gli embrioni stessi. Non si deve tornare indietro”. Lo afferma il Professor Claudio Giorlandino, ginecologo, Segretario della Sidip, Societa’ Italiana di Diagnosi Prenatale e Medicina Materno Fetale e Presidente del Forager, Forum delle Associazioni di Diagnostica, Genetica e Riproduzione. “Nel 2009 la Corte Costituzionale cambio’ la legge 40. Il medico da quel momento e’ piu’ libero. Libero di fecondare per esempio quattro ovociti invece di tre (come invece imponeva la normativa iniziale) e una volta ottenuto un certo numero di embrioni stabilire anche di non trasferirli tutti in utero in un’unica soluzione ma di congelarli e utilizzarli per un ulteriore tentativo di fecondazione assistita”, afferma Giorlandino. “Con il congelamento degli embrioni la donna non deve piu’ essere sottoposta a diverse stimolazioni ormonali molto pesanti per il suo fisico. Il medico oggi e’ libero di scegliere le cure migliori e meno rischiose per le coppie che desiderano avere un figlio”. Inoltre “la Corte Costituzionale ha protetto gli embrioni, su questo non c’e’ dubbio. Un incidente non deve mettere in pericolo la vita di queste piccole creature. Sarebbe un male peggiore ricadere nel terribile rischio di una ipocrisia colpevole”.
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