Nuovo massimo anche per il gasolio: 1,795. Corsa ai distributori no logo
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. Per i carburanti, la “stangata” di Pasqua è arrivata puntuale, secondo le previsioni dei consumatori. I prezzi della benzina sono ancora in salita, mentre il gasolio resta quasi invariato. Il prezzo medio praticato in Italia va da 1,875 euro/litro della Esso a 1,889 euro della IP. Per il gasolio, da 1,778 euro/litro dell’ IP a 1,783 di Q8. Per il Gpl si va da 0.869 euro il litro di Shell a 0,884 euro di Eni. Le “pompe bianche” praticano prezzi più bassi, ma hanno una diffusione inferiore rispetto ai distributori legati alle compagnie petrolifere. Poiché le quotazioni internazionali dei carburanti sono in discesa, le reazioni dei consumatori sono sempre più dure. Un pieno di benzina costa 10 euro di più rispetto all’ inizio dell’ anno e 22 euro di più rispetto a un anno fa. In una nota congiunta, Federconsumatori-Adusbef denuncia una situazione “insostenibile” per le famiglie, che subiscono rincari diretti di 528 euro su base annua più 423 euro l’ anno per costi indiretti. Codacons accusa i petrolieri di voler speculare sui viaggi di Pasqua, secondo una tradizione che segue tutte le feste, da Ferragosto all’ Epifania. Con 8 milioni di auto in movimento, un centesimo di euro in più il litro si traduce in utile di 4 milioni di euro. Pasqua costerà agli italiani in auto 430 milioni di euro. Scendono in campo anche gli agricoltori, penalizzati dall’ aumento dei trasporti. Secondo la Cia, il carrello della spesa non è mai stato così caro dal 2008. Nell’ ultimo anno, le famiglie italiane hanno pagato 470 euro in più al mese per il capitolo trasporti, carburanti ed energia. Almeno tre italiani su quattro saranno costretti a passare la Pasqua in casa, o a piedi, risparmiando anche sui prodotti tradizionali della festività. La Coldiretti afferma che il costo di un pieno di benzina per un’ auto media (95 euro) ha provocato un effetto valanga sulla spesa delle famiglie, in un Paese dove l’ 88% delle merci viaggia su strada. Adiconsum ha invitato i cittadini a mandare una e-mail al governo: “Presidente Monti, tagli una parte delle accise e vari l’ Iva mobile sui carburanti. Sono un cittadino che usa l’ automobile per necessità e non per divertimento!” Indirizzo suggerito www.adiconsum.it – usg@mailbox. Anche le altre organizzazioni dei consumatori invitano il governo a realizzare l’ accisa mobile: cioè quel meccanismo automatico che prevede una diminuzione dell’ imposta quando aumenta l’ Iva sul prezzo industriale della benzina a causa del petrolio. Annullare l’ inasprimento dell’ Iva atteso per settembre e procedere con urgenza ad ammodernare la rete distributiva dei carburanti con la liberalizzazione completa del settore. Paolo R. Andreoli
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