30 Marzo 2012

Strade e marciapiedi rotti Il Codacons sfida i politici

Strade e marciapiedi rotti Il Codacons sfida i politici

LECCE – Ma che campagna elettorale è questa? Con i faccioni sui sei per tre, slogan ridondanti, schermaglie, litigi, accuse e contraccuse. E i programmi? I problemi irrisolti? Luisa Carpentieri, responsabile del Codacons leccese, da tempo pone interrogativi e aspetta risposte che tardano ad arrivare e che teme non ci saranno mai. Intanto, ritorna all’ attacco ed elenca una sfilza di «anomalie»: marciapiedi rotti in pieno centro, strisce pedonali a ridosso degli incroci pericolosi, erbacce, scivoli per i disabili posti in posizioni «impossibili». Nel cuore dello shopping Tutto nel salotto buono della città, nelle vie e nelle piazze dello shopping, le più gettonate da cittadini e turisti. A fare da contraltare fiumi di parole spese a contraddire più che a costruire, presenzialismo, sovraesposizione mediatica, strette ti mano, sorrisi regalati a iosa, tante promesse: l’ associazione per la difesa dei consumatori osserva e denuncia lo strapotere dell’ immagine sui contenuti, della forma sulla sostanza, in una Lecce che si predispone al voto amministrativo di maggio. «Esempio: ci sono palesi violazioni al Codice della strada con le strisce pedonali a ridosso degli incroci a rischio, dove attraversare diventa impresa ardua», osserva Luisa Carpentieri. «Non Basta? Via Liborio Romano: concentrato di criticità dove proliferano erbacce e si cammina su marciapiedi sconnessi. Ma andiamo in zona Mazzini, lato galleria. Le strisce pedonali finiscono su un marciapiede che non ha scivolo per disabili. Ancora: angolo via Lamarmora con via 95° Reggimento Fanteria, dove qualcuno ha pensato bene di fare uno scivolo per disabili all’ altezza della curva». Non va meglio lungo il perimetro della villa comunale dove un tratto del marciapiede è molto stretto e scomodo. Di recente nella zona di via Bari, in cui il Comune ha previsto che si debba trasferire il mercato bisettimanale, hanno ceduto asfalto e marciapiede. Ma la reprimenda di Luisa Carpentieri va anche oltre. Sconfina persino nella cultura che, a suo giudizio, è diventato un bene per pochi eletti, tanto da rimanere «confinata» nei teatri, appannaggio quasi esclusivo della Lecce bene. A tal proposito, va ricordato che la città attende la riconsegna del teatro Apollo, ancora in fase di restauro, malgrado l’ appalto sia stato assegnato il 21 gennaio del 2008. La crescita culturale La numero uno del Codacons di Lecce è un fiume in piena. «Dare a tutti le stesse opportunità di crescita culturale, questa è la sfida – dice – e non vantarsi di aver portato in città qualche spettacolo di grande risonanza. Basta con le manifestazioni che lasciano il tempo che trovano, diamo spazio alla cultura. Da quanto tempo è che non si mette in scena un’ opera di Pirandello? Hanno organizzato il Premio Barocco, ma ammesso che questo sia un evento culturale, mi chiedo quante persone abbiano avuto la possibilità di andarlo a vedere? Vogliamo parlare di turismo? Bene. C’ è nessuno che si chiede perché mai i forestieri debbano essere spennati come polli? Non c’ è una strategia per calmierare i prezzi, non c’ è n’ è una neppure sul commercio, così come sulla viabilità. E intanto la politica si fa con i proclami, gli slogan e i sei per tre, mica sui fatti e sui problemi reali. Con la conseguenza che i cittadini non sanno di che cosa si parla, non recepiscono i messaggi giusti semplicemente perché nessuno ne dà. Dicono di aver fatto tante cose, ma in realtà, il bilancio non è un granché. Lecce capitale della cultura – conclude Luisa Carpentieri – ha un senso come grande evento, ma la cultura la si deve portare al livello di chi non se la può permettere». I politici sono avvertiti: bando alle ciance e occhi aperti sulla città. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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