UN IMPRENDITORE SI DÀ FUOCO DAVANTI ALL’ AGENZIA DELLE ENTRATE
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fonte:
- Il Fatto Quotidiano
L’ ha voluta gridare la sua rabbia. E l’ ha gridata sulla sua pelle, con meticolosa minuzia. Ai famigliari non aveva detto niente: nessuno sapeva di quel debito con il fisco e nemmeno del ricorso respinto dalla commissione tributaria. Era riuscito anche a tenere nascosta una vicenda penale dov’ era accusato di fatture false e per la quale avrebbe dovuto comparire ieri in tribunale. Giuseppe Campaniello, un artigiano edile di 58 anni che vive a Ozzano del-l’ Emilia, ha dissimulato fino all’ ultimo. Poi, ieri mattina, è uscito presto, ha evitato di svegliare la moglie ed è andato davanti alla sede bolognese dell’ Agenzia delle Entrate. Qui ha parcheggiato la sua Fiat Punto e si è dato fuoco in segno di protesta contro quella che riteneva una catena di ingiustizie. IN UNA DELLE TRE LETTERE ritrovate nella sua auto e ora al vaglio degli inquirenti, l’ uomo, originario di Villa di Briano (Caserta) ma da anni trapiantato in Emilia Romagna, ha infatti scritto che “quello che ho fatto, l’ ho fatto in buona fede, ho sempre pagato le tasse, poco ma sempre. Lasciate in pace a mia moglie, lei è una brava donna”. Difficoltà economiche, quindi, e di conseguenza difficoltà anche a stare dietro alle scadenze fiscali con relative ricadute in sede penale (si riteneva che avesse sottratto decine di migliaia di euro e che avesse emesso fatture false) all’ origine del gesto che ha ridotto in fin di vita l’ artigiano. Lo conferma anche Ermanno Merli, da pochi mesi responsabile della Cna di Ozzano dell’ Emilia, che ha parlato di un anno disastroso per chi lavora nell’ edilizia, soprattutto per le piccole realtà unipersonali come quella di Giuseppe Campaniello. A dare l’ allarme ieri mattina è stato un agente di commercio che lavora accanto all’ Agenzia delle Entrate di Bologna, attirato dall’ esplosione dell’ auto su cui si trovava il muratore. Nel frattempo un passante ha visto le fiamme e ancor prima di rendersi conto di quello che stava accadendo ha avvertito una pattuglia della polizia municipale poco distante. Poi l’ arrivo dei vigili del fuoco e dei sanitari del 118, che hanno portato Campaniello all’ Ospedale Maggiore di Bologna. Poi la corsa al Centro grandi ustionato di Parma dove è giunta la conferma della gravità della situazione: lesioni su quasi il 100 per cento del corpo. La procura della Repubblica di Bologna già nella mattinata di ieri ha aperto un fascicolo al momento solo conoscitivo e l’ inchiesta è seguita dal sostituito procuratore Massimiliano Rossi. In giornata, inoltre, sono stati condotti i primi accertamenti sulla Fiat Punto dell’ artigiano per ricostruire l’ esatta dinamica dei fatti. Ma soprattutto sono le lettere di commiato a interessare gli investigatori. Oltre a quella indirizzata all’ Agenzia delle Entrate, alla moglie ha scritto “oggi è una brutta giornata” e sull’ intenzione di farla finita lascia pochi dubbi la terza missiva, in cui l’ uomo ha concluso scrivendo che “vado a trovare tutti nell’ aldilà”. PER LE ASSOCIAZIONI di categoria, quello dell’ artigiano edile è un gesto “sconvolgente”, un campanello d’ allarme che conferma tutta la gravità della crisi economica. “Gesti tanto disperati, e non più isolati, da parte di lavoratori e imprenditori ci caricano di una preoccupazione ulteriore”, scrive in una nota il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani. Invita poi alla riflessione il sindaco di Bologna, Virginio Merola, secondo cui il tentativo di suicidio “è una richiesta di aiuto che non può lasciare indifferenti”. Secondo Confcommercio sono sempre più urgenti misure e interventi in grado di rimuovere le cause di questi eventi mentre il Codacons attacca il governo, che “non può limitarsi ad elevare le tasse e inasprire il fisco, ma deve intervenire per dare sostegno agli imprenditori in crisi”.
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