25 Marzo 2012

Indagine in dieci compagnie per gli aumenti della benzina

Indagine in dieci compagnie per gli aumenti della benzina

MILANO La serie di aumenti che da mesi domina il mercato dei carburanti, ha convinto la magistratura ad avviare controlli per verificare che le società petrolifere non stiano approfittando per aumentare indebitamente i margini di guadagno. Accertamenti della guardia di finanza sono stati effettuati venerdì su ordine della Procura della Repubblica di Varese, nelle sedi delle principali 10 compagnie nazionali e internazionali, a Roma, Genova e Milano. Sono stati acquisiti registri contabili che saranno verificati. Al momento gli inquirenti hanno aperto un fascicolo a carico di ignoti per «manovre speculative di merce» e non c’ è alcun indagato. Le società hanno tempo 10 giorni per produrre il resto della documentazione richiesta. AZIENDA E PUBBLICO SERVIZIO. A coordinare le indagini è il pm di Varese Massimo Politi, e secondo l’ orientamento della magistratura le aziende petrolifere che operano sul territorio nazionale sono state considerate non come aziende private ma come «soggetti incaricati di pubblico servizio». Al vaglio della guardia di finanza sono quindi le dinamiche che hanno portato alle oscillazioni dei prezzi nel periodo dal gennaio 2011 al marzo 2012, attraverso le comparazioni fra i prezzi del prodotto a livello internazionale e quelli applicati alla pompa in Italia, e lo studio dell’ incidenza su quest’ ultimo delle accise regionali e dell’ Iva. L’ ipotesi che la guardia di finanza sta vagliando attraverso le analisi dei documenti e di alcune audizioni all’ Antitrust, è di comportamenti speculativi anche attraverso accordi fra aziende. «La nostra attività è iniziata alla fine dello scorso anno a seguito di un esposto del Codacons», ha dichiarato Antonio Morelli, colonnello comandante provinciale della guardia di finanza di Varese, «con la formazione di un dossier conoscitivo sulle modalità della formazione dei prezzi delle componenti della benzina, e dei relativi margini di guadagno. Ora confronteremo i margini medi con quelli applicati in questi periodi». IL CODACONS E LO STATO. Il Codacons ha chiesto «di estendere l’ indagine anche nei confronti dello Stato italiano, che grazie ai rincari dei carburanti incassa 20 milioni di euro al mese per ogni centesimo di aumento alla pompa», e ha sottolineato come procura e guardia di finanza hanno «finalmente confermato la tesi che i carburanti vanno assimilati a beni di prima necessità, e il cui andamento dei prezzi al dettaglio dev’ essere estremamente chiaro e trasparente». ALLARME DI CONFINDUSTRIA. La notizia dell’ inchiesta, cade nel giorno in cui il Centro studi di Confindustria ha lanciato l’ ennesimo allarme sul caro-benzina (+18,% annuo a febbraio, +54,1% dal minimo registrati a inizio 2009) e sulla conseguente recessione dei consumi, che registrano una flessione di quasi l’ 11% da inizio 2007. Per l’ Unione petrolifera a febbraio il calo dei consumi di benzina è stato del 20,3% e quello del gasolio di autotrazione del 15%. Per le associazioni Federconsumatori e Adusbef, da inizio anno, quindi in meno di tre mesi, un pieno d’ auto costa quasi 10 euro in più (9,50).
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this