25 Marzo 2012

La Guardia di finanza alla pompa di benzina Sospetti di «cartello». I consumi a gennaio giù dell’ 11%

La Guardia di finanza alla pompa di benzina Sospetti di «cartello». I consumi a gennaio giù dell’ 11%

DA MILANO PIETRO SACCÒ V enerdì gli agenti della Guardia di finanza si sono presentati nelle sedi italiane delle principali compagnie petrolifere in cerca di documenti sui prezzi dei carburanti. Hanno portato via diversi registri contabili e altri file utili a spiegare le variazioni dei listini avvenute tra il gennaio del 2012 e marzo di quest’ anno. Li ha mandati il pubblico ministero Massimo Politi, della Procura di Varese, che ha avviato un’ indagine contro ignoti sospettando che ci siano «manovre speculative di merce» dietro i rialzi degli ultimi mesi. Dalla Procura hanno spiegato che le aziende petrolifere non sono state considerate come gruppi privati, ma come «soggetti incaricati di pubblico servizio». «La nostra attività è iniziata alla fine dello scorso anno a seguito di un esposto del Codacons – ha detto il Colonnello Antonio Morelli, comandante provinciale della Guardia di Finanza – con la formazione di un dossier conoscitivo sulle modalità della formazione dei prezzi delle componenti della benzina, e dei relativi margini di guadagno. Ora confronteremo i margini medi con quelli applicati in questi periodi ». Gli investigatori sospettano anche che le compagnie possano avere fatto accordi ‘di cartello’ per coordinare i loro listini. Un’ indagine simile condotta dall’ Autorità per la Concorrenza nei mercati durante il 2009 non aveva riscontrato irregolarità. Antonio Catricalà, allora alla guida dell’ Antitrust e oggi sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, aveva spiegato che, nonostante lui continuasse a sospettare che nel mercato dei carburanti ci fossero molte anoma-lie, «i petrolieri riescono a produrre studi e ricerche che dimostrano il contrario». Difatti l’ associazione delle compagnie, l’ Unione Petrolifera, non è preoccupata: «Conoscendo le nostre aziende, non ho nessuna preoccupazione» ha assicurato il presidente Pasquale De Vita. Il prezzo dei carburanti in Italia intanto resta sui massimi storici, con un litro di verde che costa in media 1,87 euro e uno di gasolio 1,78 euro (queste cifre, rilevate dal Quotidiano Energia si riferiscono al ‘servito’, il ‘fai da te costa’ in genere 5-10 centesimi in meno). La Figisc, sindacato dei benzinai che aderisce a Confcommercio, prevede per la settimana prossima una leggera discesa (-1,5 cent al litro) per il gasolio. Il Centro studi di Confindustria ha scritto nel suo rapporto mensile che gli aumenti dei listini (+18,0% a febbraio, +54,1% dal minimo di inizio 2009) hanno spinto al taglio degli acquisti di carburante: a gennaio il calo, rispetto a 5 anni fa, è del 10,9%. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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