Benzina sempre più cara L’ indagine parte da Varese
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fonte:
- Il Giorno
VARESE LA RIVINCITA degli automobilisti potrebbe partire da qui. È stata tenuta a battesimo in Procura l’ indagine sull’ irrefrenabile impennata dei prezzi del carburante. Una partita che fa tremare le compagnie petrolifere italiane. E che germoglia in un territorio dove l’ argomento è bollente da tempo, fra proteste dei gestori dei distributori e il quotidiano esodo di vetture verso la Svizzera, a caccia del pieno più conveniente. Tutto parte da un esposto del Codacons presentato nelle 104 procure d’ Italia alla fine 2011. Maurizio Grigo, procuratore capo dell’ ufficio varesino, raccoglie il grido d’ allarme del sodalizio e incarica il sostituto Massimo Politi di occuparsi del dossier. Il pm chiama il nucleo tributario della Guardia di Finanza. Il primo passo è un rapporto su come si forma il prezzo finale del carburante, realizzato attraverso statistiche e analisi dei valori di mercato. Al valore del greggio al barile vanno aggiunti una serie di costi industriali – la raffinazione, il deposito, i trasporti primario e secondario – ma anche imposte, accise e margine lordo delle compagnie. Da qui nasce il decreto di esibizione documenti voluto dal pm Politi e notificato ieri a dieci società. Api, Eni, Erg, Esso, Exxon Mobil, Ip, Q8 petroleum Italia, Shell, Tamoil Italia, Total Italia e Total Erg dovranno consegnare tutta la documentazione riguardante le oscillazioni dei prezzi fra il 1° gennaio 2011 e oggi. Obiettivo dell’ inchiesta – in Procura è aperto un fascicolo contro ignoti per l’ ipotesi di reato di manovra speculativa su merci – è capire se l’ impennata delle tariffe dipende da fatti oggettivi o se esistono delle anomalie, per esempio un allineamento ai prezzi più alti. Indagati al momento non ce ne sono e le compagnie petrolifere si sono dette tranquille. «Nostro compito – dice il colonnello Antonio Morelli, comandante provinciale della Guardia di Finanza – è fornire alla Procura tutti gli elementi necessari a valutare la situazione, ma anche tutelare l’ interesse della collettività». Il Codacons chiede il sequestro cautelativo di un miliardo di euro nelle casse dello Stato. La richiesta sarà depositata domani in procura a Varese.
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