26 Marzo 2012

Possibilità di rimborso per la rinuncia al coupon

Possibilità di rimborso per la rinuncia al coupon

 Informarsi prima di partire. O quantomeno prima di comprare – su un sito di social shopping – il coupon che permetterà di fare un viaggio, andare a teatro, godersi un massaggio: se è semplice inserire il codice della propria carta di credito e acquistare a prezzi superscontati, non altrettanto può essere chiedere il rimborso se qualcosa va storto o se si è cambiata idea. Le regole Di qualsiasi sito di social shopping si tratti (sono stati presi come riferimento i leader Groupon, Groupalia e Letsbonus) è basilare conoscere i propri diritti di consumatore, ma anche doveri e limiti. Per prima cosa si ricorda che entro 10 giorni l’ acquirente, a norma di legge, può avvalersi del diritto di recesso senza alcuna spiegazione e con una richiesta via e-mail o raccomandata a/r (leggere le condizioni): anche solo per ripensamento entro questo lasso di tempo, i venditori devono restituire i soldi. Groupon e Letsbonus lasciano al cliente facoltà di scegliere fra riaccredito sul conto o Paypal e un altro acquisto (per Letsbonus senza scadenze né vincoli, per Groupon entro sei mesi). Al di là del diritto di recesso entro i 10 giorni, altre difficoltà possono sorgere nella fruizione del coupon acquistato. Ad esempio se l’ albergo scelto non ha date disponibili entro la scadenza, non si esiti a chiamare il servizio clienti del sito: gli operatori sono tenuti a tentare una mediazione fra il cliente e il partner. Se però un accordo è impossibile scatta il diritto di rimborso: nel caso di Groupon sempre sotto forma di credito da spendere sul sito; Groupalia offre anche il servizio «Groupalia care» per i coupon non utilizzati (purché nelle condizioni d’ uso sia presente questa dicitura), che consente il rimborso dalla scadenza fino a 15 giorni dopo (in buoni acquisto di valore predeterminato, da uno a 50 euro, validi tre mesi, non cumulabili ed esauribili con il singolo utilizzo, con perdita dell’ eventuale saldo). Non tutti i beni o servizi sono soggetti a rimborso, salvo in caso di disguido. Groupalia fa presente che «la disciplina del recesso prevista agli articoli 64-67 del Dlgs 206/05 è esclusa per le proposte concernenti servizi turistici, di ristorazione e per il tempo libero». Fanno eccezione i coupon aderenti al programma «Groupalia care» o «Prenotato o rimborsato». Per Groupon e Letsbonus sono esclusi dal rimborso solo i coupon da spendersi in data unica (ad esempio i biglietti per teatri o concerto) o i viaggi con biglietto emesso alla prenotazione. Un capitolo a parte lo meritano gli acquisti con consegna di un prodotto: quando la merce arriva, il diritto di recesso consente al cliente di verificarne integrità e conformità. Letsbonus spiega: vale il «soddisfatti o rimborsati» e se si dimostra che nel prodotto c’ è qualche problematica si restituiscono i soldi del coupon e le spese di spedizione. Groupalia invece ha risolto il problema a monte, siglando un accordo con una società di spedizioni, che comprende fra i servizi l’ eventuale ritiro gratuito della merce dal cliente. Tuttavia, se la merce viene restituita non integra («ci hanno mandato indietro macchine del caffè senza più le cialde incluse all’ interno») le spese di spedizione saranno addebitate all’ utente. Consigli Ma ci sono ulteriori tutele per i consumatori. È in arrivo l’ accordo fra Adiconsum e Netcomm (consorzio del commercio elettronico italiano) per definire modi e tempi della conciliazione paritetica, che presto coinvolgerà anche gli acquisti di e-commerce, coupon inclusi mentre l’ Antitrust ha aperto un’ istruttoria in seguito alle segnalazioni raccolte dalle associazioni dei consumatori. Le quali propongono alcuni basilari suggerimenti. Codacons consiglia innanzitutto di «diffidare delle offerte troppo allettanti e poco credibili. Se un prodotto costa 1.000 ed è venduto a 50, la sproporzione è troppo elevata e potrebbe esserci una brutta sorpresa». Leggere poi bene le condizioni di vendita e verificare la scadenza del coupon. «Spesso – avverte Adoc – le offerte di viaggio escludono le festività». Informarsi poi sul partner che fornisce il servizio o il prodotto. Per Codacons è bene «contattare l’ azienda prima di effettuare l’ acquisto e verificare quando sarà realmente possibile usufruire del coupon». Cittadinanzattiva aggiunge: «Cercare il nome sui motori di ricerca: se non si trova un indirizzo né un recapito, non fidarsi». Preziose informazioni anche su forum, social network, siti di recensioni degli utenti. Infine c’ è la questione dello scontrino fiscale. «Non c’ è chiarezza – osserva Adiconsum – su chi deve essere, fra il sito e il partner, a fare la ricevuta fiscale e a chi deve essere consegnata». Sul tema è Groupon a rispondere: «Spetta al singolo esercente rilasciare lo scontrino o ricevuta fiscale al cliente pari al valore del coupon stesso». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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