20 Marzo 2012

Allagamenti al Goretti le proposte di Codacons

Allagamenti al Goretti le proposte di Codacons

delocalizzare l’ insediamento; alzare il livello della zona coprendo i piani terra e sopraelevando; realizzare vasche di decantazione.
Dopo l’ ennesimo allagamento il Codacons ha effettuato un sopralluogo al Villaggio Santa Maria Goretti con i propri ispettori coordinati dall’ esperto per sicurezza stradale e viabilità Franco Lionti. Il risultato è quello che conosciamo tutti. Il Villaggio è stato ubicato in una zona sbagliata, su un terreno più basso rispetto alle strade di accesso e questo ne fa un’ area «destinata» a fare da vasca di raccolta delle acque circostanti. Se prima gli allagamenti erano rari, adesso il terreno non assorbe a causa di «insediamenti commerciali, ampliamenti di piste dell’ aeroporto, costruzioni di capannoni industriali e costruzioni civili , più o meno autorizzate, con esponenziale aumento delle aree asfaltate». Se a questo si aggiunge il cambiamento climatico e l’ incremento delle quantità di acqua piovana, si capisce perché la situazione è diventata sempre più grave. Di qui le proposte del Codacons. 1. «E’ necessario intervenire per ripristinare, attraverso un sistema di perforazioni, il preesistente equilibrio idrico convogliando le acque metoriche nelle aree perforate riducendo così la portata delle acque da sversare nei torrenti e compensare la diminuita capacità di assorbimento attuale dei terreni»: 2. «Ripristinare la funzionalità dell’ intero percorso dei torrenti molto spesso messa a rischio nelle zone di attraversamento degli insediamenti abitativi». Per quanto concerne il villaggio S.Maria Goretti viene suggerito 1) di delocalizzarlo, ma gli abitanti non intendono lasciare le proprie abitazioni, e a questo va aggiunta la difficoltà di trovare un nuovo sito. 2) Altra soluzione proposta è quella di riempire l’ intera area del villaggio per portarla almeno alla stessa altezza delle strade di accesso, ma questo vorrebbe dire eliminare tutti i piani terra che andrebbero recuperati in sopraelevazione con criteri antisismici. E questo costa, e tanto. 3) «La terza e ultima soluzione prospettata concerne nell’ intervenire, all’ interno dell’ area del villaggio e parallelamente alle strade di accesso, con la costruzione di una serie di vasche parallele che di decantazione, a quota piazzale, lungo tutto il perimetro dell’ area stessa, terminando con la collocazione, nell’ ultimo anello di vasche in presenza di acqua pulita perché decantata, di elettropompe sommerse a funzionamento continuo, con alimentazione elettrica e gruppi elettrogeni di emergenza in grado di smaltire con assoluta efficienza la portata d’ acqua di esondazione che normalmente invade l’ area».

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