Benzina, i consumi crollano la verde vola oltre i 2 euro
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA – Ancora nuovi record per la benzina. In alcune aree del Paese la verde sfonda la barriera dei 2 euro. E gli automobilisti cominciano a boicottare i rifornimenti. Secondo le rilevazioni dell’ Unione petrolifera e del ministero dello Sviluppo economico, nei primi due mesi dell’ anno, la contrazione dei consumi di benzina e gasolio è stata del 9,6%. Un brusco ridimensionamento che non è servito, però, a ridurre la spesa: per il Centro Studi Promotor sempre a gennaio e febbraio è cresciuta dell’ 11,1%, superando i 10 miliardi di euro. A fare il pieno, è stato dunque il fisco, con un carico di imposte di 5,5 miliardi, in crescita del 19,8% rispetto al 2011. L’ aggiornamento quotidiano dei listini ha assegnato ancora alla rete Shell la palma dei distributori più cari: con un aumento di 0,5 centesimi al litro, infatti, la verde del marchio anglo-olandese è arrivata al nuovo record di 1,880 euro al litro, mentre il diesel viaggia a 1,785 euro. Ma il vero caso è scoppiato nelle Marche quando mercoledì l’ area di servizio Conero Est ha esposto un cartello con un prezzo a 2,008 euro. Proteste, reclami. E ieri il gestore fatto marcia indietro a 1,999 euro. Un livello comunque alto, oltre il picco nazionale di 1,972 euro registrato nel Centro Italia da Quotidiano energia. La media nazionale, rilevata da QE, in modalità servito, va dall’ 1,854 euro/litro di Esso all’ 1,863 di TotalErg. Anche i no logo sono risultati in aumento a 1,791. Per il diesel si passa dall’ 1,766 euro/litro di Esso e IP all’ 1,773 di Q8 mentre nei distributori senza marchio è a 1,674). A soffiare sui prezzi sono i rincari internazionali del petrolio. Il Brent viaggia a 125 dollari al barile e il Wti a circa 100 dollari. Livelli mai visti prima si riscontrano anche nelle quotazioni dei prodotti raffinati sul mercato del Mediterraneo. E in questa situazione sobno in diminuzione anche i margini delle compagnie. Il Codacons come anche le associazioni dei gestori (dalla Faib alla Figisc) chiedono da tempo al governo una riduzione delle accise o almeno una sterilizzazione dell’ Iva. Anche molti parlamentari cominciano ormai a sollecitare il governo e ieri alla Camera hanno posto il problema al premier Mario Monti che però, non ha offerto molte speranze. «Gli aumenti delle accise decisi nel corso del 2011 ha ricordato sono stati decisi quando l’ Italia rischiava di trasformarsi in un nuovo caso Grecia. E l’ emergenza non è finita». B.C. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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