15 Marzo 2012

Il Codacons: pieno più caro di 42 euro in dieci anni

Un record al giorno benzina a 1,9 euro Il Codacons: pieno più caro di 42 euro in dieci anni

ROMA Ogni giorno un record. Il prezzo dei carburanti prosegue la sua corsa e nulla sembra riuscire ad arrestarla. Anche ieri, 1 centesimo in più: lo ha applicato Shell che ora vende la benzina a 1,875 euro al litro, secondo le rilevazioni della Staffetta quotidiana. Per il gasolio il picco rimane a 1,78. Anche l’ Eni, per la ventiduesima volta consecutiva, ha rivisto i suoi prezzi e altrettanto hanno fatto Esso, Tamoil e TotalErg. La media ponderata dei vari ritocchi, sempre secondo la Staffetta, porta il prezzo a 1,860 euro e 1,771 euro per il gasolio. Fermo invece il prezzo del Gpl a 0,874 euro e nessuna variazione nemmeno per il metano che mostra un valore medio nazionale di 0,952 euro. Anche Quotidiano energia registra aumenti sulla rete e dà una prima spiegazione. «Non c’ è tregua per le quotazioni internazionali di benzina e diesel afferma la testata specializzata che hanno toccato i massimi assoluti di 671 e 695 euro per mille litri, complice il nuovo scivolone dell’ euro nei confronti del dollaro». I prezzi alti dei prodotti raffinati hanno messo sotto pressione i margini delle compagnie petrolifere che, prosegue QE, sono «inferiori alla media dei tre anni precedenti rispettivamente per circa 3 centesimi nel caso della benzina e di 1 centesimo nel caso del gasolio». E’ per questa ragione che sono arrivati, puntuali, i nuovi rincari. Eni ha aumentato di 0,5 centesimi il prezzo consigliato della benzina, Shell di 1 centesimo, Tamoil e TotalErg di 0,9 e 0,7 centesimi. Il problema è che al di là delle medie si registrano punte di prezzo ormai molto vicine ai due euro: 1,965 per la benzina e oltre 1,8 euro per il diesel, osserva QE. Livelli mai visti non solo in Italia ma anche in Francia dove un garage di rue Saint Antoine, nel centro di Parigi, ha venduto la verde a 2,02 euro al litro. Una cifra clamorosa che ha fatto entrare di diritto il tema benzina fra quelli più caldi della compagna elettorale presidenziale. Marie Le Pen ha promesso una riduzione di 20 centesimi, secondo lei possibile «abbattendo del 20% l’ imposta Ticpe», l’ accisa francese. E’ quel che chiedono, in Italia, gestori e associazioni dei consumatori, allarmati dalla corsa dei prezzi . Secondo il Codacons nel 2020 la verde costava 1,023 euro e il gasolio 0,844. In dieci anni, quindi, il pieno di benzina è aumentato di 42,6 euro (+80%). Anche la Figisc-Confcommercio ha fatto i suoi conti. Nel corso dell’ ultimo anno il prezzo della benzina è aumentato mediamente di 30 centesimi al litro (+20%): 9 sono dovuti all’ aumento del petrolio e 21 all’ aumento delle imposte. «Il 70% della responsabilità degli aumenti è la conclusione è dovuto alle maggiori tasse». Da qui la richiesta pressante al governo di ridurre il livello delle accise «almeno di 10 centesimi per la benzina e di 14 per il gasolio». Faib Confesercenti e Fegica-Cisl calcolano che nei primi due mesi dell’ anno il prezzo della benzina sia aumentato del 18% e quello del gasolio del 25% con un impennata delle accise che sono state aumentate cinque volte nel corso del 2011. Un aiuto verrà dal decreto sulle liberalizzazioni, che tra pochi giorni dovrebbe essere convertito in legge. In particolare, con l’ attuazione del mercato all’ ingrosso dei carburanti. Ma ci vorrà tempo e i primi effetti del decreto non si riusciranno a vedere prima dell’ estate. Proprio contro le liberalizzazioni stanno invece protestando da venti giorni i padroncini che tengono ferme le bisarche. La Fiat parla di una perdita «di circa 20.000 vetture dall’ inizio della protesta» che rischia di bloccare gli impianti. Oggi Melfi resterà ferma con il piazzale pieno di auto. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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