14 Marzo 2012

Inflazione, vola il carrello della spesa: +4,5%

Inflazione, vola il carrello della spesa: +4,5%

Cinzia Peluso Benzina e ortaggi alle stelle. E l’ aumento è servito. Carrello della spesa mai così caro dal 2008. A febbraio i prodotti acquistati con maggiore frequenza, dagli alimentari ai carburanti, hanno segnato più 4,5%. Impennata che ha spinto l’ inflazione al 3,3% dal 3,2% di gennaio. Addirittura al 3,4% secondo i criteri di calcolo europei (indice armonizzato). Lo conferma l’ Istat (dopo le prime stime provvisorie). Mentre non si ferma la corsa dei carburanti. Ieri tutte le compagnie, eccetto Shell, hanno ritoccato all’ insù i listini. Il record della verde è stato così aggiornato a 1,874 euro. Ma, a causa delle addizionali regionali e dei ricarichi dei gestori, in alcune regioni si è andati oltre quota 1,9. Il costo della benzina è salito del 18,6% rispetto ad un anno fa. E sono schizzati i prezzi del gasolio per i mezzi di trasporto. Su del 25,5% in dodici mesi, l’ aumento maggiore da luglio del 2008. Un trend, che unito al maltempo, alle gelate e alle tensioni sui mercati causate dallo sciopero degli autotrasportatori, si è trasformato in un cocktail amarissimo per i consumatori. La conseguenza più evidente? L’ exploit degli ortaggi. In un mese sono aumentati dell’ 8,7%. Complessivamente, calcolano i consumatori del Codacons, la stangata per i beni di maggior consumo è di 657 euro all’ anno per una famiglia di quattro persone. Di qui l’ appello del Codacons al governo a non alzare l’ Iva. «Prima dell’ aumento dell’ imposta e del quarto rialzo delle accise in un anno, l’ inflazione era al 2,8% mentre ora svetta a +3,3% nonostante il crollo dei consumi, persino alimentari», avverte l’ associazione. Le fanno eco Federconsumatori e Adusbef. Contrarie alla manovra sull’ Iva, chiedono, invece, di aumentare la tassazione su patrimoni e rendite finanziarie. E al coro di no all’ aumento della tassazione indiretta si unisce il presidente di Federdistribuzione Giovanni Cobolli Gigli. «Solo con una ripresa dei consumi l’ Italia potrà tornare a crescere e il commercio potrà contribuire allo sviluppo del Paese», sottolinea. Ed è polemica anche sulla tassazione della benzina. La Cgia di Mestre ha calcolato che, grazie alla maggiore Iva dovuta ai rincari dal 2008 a oggi sono entrati 2,33 miliardi in più nelle casse dello Stato. A questi si sono aggiunti 1,7 miliardi per le maggiori accise. Un vero tesoretto. Una soluzione, secondo Antonio Lirosi, responsabile commercio e consumatori del Pd, sarebbe la reintroduzione dell’ accisa mobile, in vigore nel 2008 con la Finanziaria Prodi. Si tratterebbe di una riduzione delle accise compensata dalle maggiori entrate dell’ Iva per gli aumenti dei carburanti. A detta dei petrolieri, l’ Italia vanterebbe lo svantaggioso primato di avere la benzina più cara d’ Europa proprio a causa delle salate imposte. L’ Unione petrolifera fa notare che nell’ ultimo anno i prezzi della verde sono saliti di circa 20 centesimi al litro. Per le compagnie si potrebbe risparmiare puntando su «un’ automazione spinta» degli impianti. I gestori, però, non ci stanno. Fegica e Faib lanciano il j’ accuse. La strategia delle società è di alzare i prezzi alle stelle e poi offrire sul mercato allettanti sconti al self service. Le maxi-offerte? Uno specchietto per le allodole, denunciano. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this