Treni ancora in ritardo, l’ ira dei pendolari: «Ora basta»
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fonte:
- La Nuova Venezia
QUARTO D’ ALTINO «Troppi ritardi e disservizi non ne possiamo più». A protestare per l’ ennesima volta, è il portavoce dei pendolari e responsabile del Codacons altinate, Luciano Ferro, stanco di aspettare treni che non arrivano, convogli che non partono, sempre a tendere l’ orecchio per non perdere gli annunci di accumulo dei minuti persi. Sotto i riflettori, ancora una volta, la linea Trieste-Venezia, quella sulla quale montano i pendolari, di Marcon, Quarto d’ Altino, Meolo, Portogruaro. «Da troppo tempo – spiega Ferro – stiamo subendo continui disservizi, eppure paghiamo in anticipo un abbonamento o biglietto per avere mille sorprese al mese». Ferro fotografa tutti i tabelloni con i ritardi, come prova che quanto dice a nome dei tanti passeggeri, è vero. «Queste prove – spiega – sono la dimostrazione dei disagi con cui noi utenti, che dobbiamo per forza arrivare fino a Venezia per lavoro o per studio, ci troviamo costantemente alle prese grazie a Trenitalia che non sa far funzionare i treni. Disinformazione, display che ti fanno credere una cosa mentre la realtà è un’ altra, sono all’ ordine del giorno. Dieci minuti di ritardo che diventano quindici e poi venti. Chi deve dare un cambio puntuale al lavoro, o chi va a scuola, arriva sempre in ritardo a Venezia. Lo stesso vale per chi si reca a San Dona’ di Piave o a Portogruaro, dove studenti e lavoratori penano l’ inferno. Chiediamo a Trenitalia di rispettare gli orari, come noi dobbiamo in altre sedi. Ad ogni minuto di ritardo da parte di Trenitalia, corrispondono i nostri minuti di recupero in ufficio. La città lagunare è fatta d’ acqua, non come la terraferma, per cui perso un vaporetto, per chi si reca nelle isole di Murano e Giudecca, i minuti di ritardo diventano mezze ore. (m.a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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