8 Marzo 2012

Iscrizioni tirate a sorte E gli studenti fanno un esposto

Iscrizioni tirate a sorte E gli studenti fanno un esposto

MILANO  PUÒ LA VITA di un tredicenne dipendere da una estrazione a sorte? Nei licei milanesi la risposta è affermativa. Nonostante il calo di iscrizioni ai licei (per la prima volta sotto il 50 per cento del totale), molte famiglie si ritrovano ancora ?a spasso?, senza sapere dove studierà il figlio l’ anno prossimo. Alcuni licei devono sorteggiare gli studenti che frequenteranno le loro classi. Troppe iscrizioni. Il Codacons intanto preannuncia una class action. «Ci sono licei scientifici e licei delle scienze umane che non hanno potuto accogliere tutti gli studenti – afferma Marco Maria Donzelli, avvocato dell’ associazione dei consumatori – e molti consigli di istituto nei licei hanno adottato come criterio di selezione una specie di lotteria, una situazione insostenibile». Secondo Codacons, i criteri non sarebbero stati spiegati durante gli open day, «che diventano quasi operazioni di marketing volte a raccogliere più iscritti possibili, salvo poi escluderne centinaia». In alcune scuole gli studenti residenti rischiano di essere svantaggiati rispetto a chi viene da fuori Milano. «Abbiamo ricevuto per esempio diverse segnalazioni da famiglie che volevano iscrivere i figli al Virgilio, ma la scuola riserva solo una quota del 15 per cento delle iscrizioni in eccesso ai residenti. Così adesso queste famiglie, escluse dopo il sorteggio, fanno spola da una scuola all’ altra in cerca di una sistemazione. Alla fine capita che molti scelgono le private». Oggi la Codacons presenterà la richiesta di accesso agli atti per valutare tutte queste situazioni. «Abbiamo ricevuto segnalazioni da diverse scuole – conclude Donzelli – come il Tenca e appunto Virgilio. E stiamo valutando altri licei. Con tutti casi segnalati, presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica, per ottenere più trasparenza. Bisognerebbe introdurre un criterio unico, basato sul merito e sui voti conseguiti alla scuola media», conclude Donzelli. Luca Salvi.

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